Bellezza e mente: felicità, amore ed odio, intervista a Rita Zeppa, Master Practitioner in PNL - Parte prima

Scritto da: Claudia Coppola - Professione: Giornalista Pubblicista (iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti). Scrive presso giornali on-line: www.lavoceditutti.it, www.contattonews.it. Look Maker consulente di immagine (Truccatrice- Acconciatrice, make up artist di beauty, moda, sposa, effetti speciali, face painting, body painting, effetti teatrali, cinematografici, televisivi, fotografici) Hobbies: Mission: sono Presidente dell’ associazione APS “Per Adamo ed Eva & you”, che si occupa di una frequente e dura problematica la depressione giovanile. www.assadamoedeva.org



Siamo tornati a consultare le opinioni, a grande richiesta, della bravissima Rita Zeppa, Master Practitioner in PNL, Counselor  e Presidente di Wonderful Life (http://www.ritazeppa.it). Le abbiamo rivolto delle domande, alcune delle quali richieste dai nostri lettori/trici; questa la prima parte d’intervista, la seconda parte vi aspetta la settimana prossima.

 

Viviamo una vita caotica e stressata ed il piu’ delle volte emergono solo pensieri negativi. Come possiamo creare una “zona di sosta” per riprendere positività?

La positività è uno stato interiore che deve essere coltivato per la nostra salute psicofisica. Crearsi degli spazi di tempo in cui potersi dedicare solo a ciò che ci piace, a ciò che ci appassiona, a ciò che ci rilassa è un modo per creare la ”zona di sosta” a cui ti riferivi. In realtà per affermare che si necessita di una zona di sosta, è sotto inteso che non ci si ferma mai, che si è sempre sottoposti a stress sia fisico che mentale…Quindi abituiamoci a dedicare almeno un ora o due della nostra giornata a fare qualcosa di gratificante. Se proprio non si ha questa possibilità fisicamente, bè possiamo farlo con i pensieri, Si!!!! Mentre si è alla guida, o in metropolitana, o mentre si effettuano le faccende domestiche…insomma mentre si effettuano tutte quelle cose che facciamo quasi automaticamente, possiamo indirizzare i pensieri verso le cose che ci piacciono invece di rimuginare sempre su pensieri negativi.

Da dove vengono le convinzioni a volte inconsce, che il successo o la felicità sono difficili da ottenere? 

Mi sento di poter affermare che queste convinzioni appartengono purtroppo all’educazione intellettiva con cui si viene cresciuti. E’ importante sottolineare che questo tipo di convinzione ad esempio è una “convinzione limitante”. Può esservi stata inculcata dalla famiglia, dalla scuola o anche dagli amici che a loro volta avevano questa convinzione riguardo la felicità e il successo.
Queste convinzioni dipendono principalmente dall’interpretazione che la mente cosciente dà della realtà temporale e ciò formerà la struttura delle esperienze che si andranno a sperimentare. La fiducia in se stessi e nelle proprie capacità è per questo molto importante al fine di capovolgere consapevolmente queste convinzioni. Abbiamo tantissime false convinzioni su noi stessi, sulla vita e su come sono in realtà le cose e sarebbe opportuno individuarle e prendere atto che in quell’ambito bisogna fare un lavoro personale.

I pregiudizi e le vecchie convinzioni, possono creare ansie mentali e stress fisici?

Certamente, ma non perché siano ”vecchi” nel caso del pregiudizio ma perché appunto è un pre-giudizio, cioè un esprimere un giudizio a priori senza sapere effettivamente come stiano le cose, quindi è il treno di pensieri che c’è dietro alla rappresentazione della cosa che crea ansia, mettiamo il caso di avere un pregiudizio su un datore di lavoro con cui non abbiamo mai interloquito perché siamo nuovi nell’azienda, nato magari dal fatto di aver sentito qualcuno descriverlo come una persona arrogante e presuntuosa. Voi dovete sostenere un colloquio con lui perché vi ha mandato a chiamare…in realtà non sapete cosa vuole dirvi e non sapete nemmeno se con voi si comporterà in modo arrogante, ma sicuramente i vostri pensieri vi delineeranno un quadro della situazione che vi genererà ansia mentale seguita poi, a seconda della sua intensità, da manifestazione fisiche di varie tipologie e gravità, da una leggera sudorazione ad esempio, ad un vero e proprio attacco di panico. Lo stesso vale per le convinzioni…non è il fatto che siano “vecchie”, ma il tipo di convinzione che si ha sarà determinante al fine di creare ansia e stress : se sono convinto di valere poco, di non essere mai all’altezza delle situazioni in tutti campi, questa convinzione limitante mi farà vivere male, generando in me ogni sorta di mal-essere. Quindi anche in questo caso è consigliabile lavorare per cambiare queste convinzioni ed anche trovarne la causa che le ha fatte nascere.


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