Beauty: Quale regalo ci renderebbe veramente felici a Natale? Intervista esclusiva a Rita Zeppa

Scritto da: Claudia Coppola -Professione: Giornalista Pubblicista (iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti). Scrive presso giornali on-line: www.lavoceditutti.it, www.contattonews.it Look Maker consulente di immagine (Truccatrice- Acconciatrice, make up artist di beauty, moda, sposa, effetti speciali, face painting, body painting, effetti teatrali, cinematografici, televisivi, fotografici) Hobbies: Mission: sono Presidente dell’associazione APS “Per Adamo ed Eva & you”, che si occupa di una frequente e dura problematica la depressione giovanile. www.assadamoedeva.org

 

Abbiamo rivolto alcune domande legate alla bellezza della mente a Rita Zeppa, Operatrice Olistica (accreditata A.S.P.I.N). Presidente di Wonderful Life (http://www.ritazeppa.it), l’Associazione Culturale che realizza percorsi di crescita personale e benessere psico-fisico, tra cui la Legge dell’Attrazione come percorso evolutivo e crescita personale.

 

LA FELICITA’: di cosa abbiamo bisogno per esserlo?

Posso rispondere a questa domanda solo prendendo in considerazione ciò che per me rappresenta la felicità e cosa è necessario per me per esserlo... e per me la felicità è legata alla “libertà di essere” ciò che sono; è un atteggiamento interiore e non è legato ai fatti esterni e questo implica il sapere “chi sono”, da “dove vengo” e “dove sto andando” ad un livello che esula un pò dalla realtà condivisa dai più. Conoscere se stessi è la base per una vita veramente felice, fatta di rapporti equilibrati in quanto più siamo equilibrati con noi stessi, più creeremo intorno a noi rapporti equilibrati in tutti gli ambiti: nell’amore, nelle amicizie, nella famiglia, nel lavoro, nello sport, nel divertimento. Queste sono cose che ci accomunano tutti, anche se ciò che ci differenzia è ”il come” ci viviamo tutto questo. Conoscere se stessi ci aiuta a fare la scelta migliore, a trovare la soluzione migliore ad un eventuale problema….ma questo è solo ciò che per me è uno strumento che ci aiuta a creare una vita felice: la felicità è uno stato interiore dell’anima.

Cosa pensi del fatto che alcune persone non potranno fare regali quest’anno, e probabilmente non ne riceveranno ?

Parlare del fatto di non poter ricevere un regalo a Natale o di non poterlo fare, sembra che abbia poco senso ed invece c’è un collegamento molto subdolo: ci sono persone per cui l’avere un regalo costoso è fondamentale in quanto si identificano con l’oggetto. A Natale è usanza scambiarsi dei doni e personalmente, lo scambiarsi un regalo materiale è un simbolo che racchiude un messaggio ben specifico: in questo giorno ho pensato a te perché fai parte della mia esistenza e sei importante. In un momento di difficoltà economica, il regalo di per sé passa in secondo piano, nel senso che anche un semplice abbraccio è un regalo prezioso. A volte si fanno regali costosi dove non c’è dietro il sentimento, ma l’apparire. Il punto è che dovremmo chiederci che cosa conta veramente per noi, il regalo di per sé o il gesto? Chiudendo questa premessa su cui dovremmo riflettere sia nel fare che nel ricevere un regalo, posso dire che non mi rende felice ricevere un regalo solo perché è Natale. In giro si vedono molte persone che ”devono” fare regali e spesso è più un peso che altro e questo non mi piace molto.

Quale regalo ci renderebbe veramente felici?

In questo momento di crisi che ci vede tutti o quasi coinvolti, mi viene da dire che l’unico regalo che tutti vorremmo trovare sotto l’albero è quello di avere meno preoccupazioni legate al futuro: questo ci renderebbe un po’ più felici… Stiamo vivendo un momento storico di profonda crisi sotto tantissimi aspetti che ci vedono coinvolti persino a livello di identità,  dove tutto ciò che ci gira intorno è connesso con ciò che pensiamo di noi. Auguro a tutti di avere un lavoro soddisfacente, sia dal punto di vista economico che creativo... questo perchè il lavoro ricopre una parte fondamentale per il benessere psicofisico dell’individuo. Il lavoro significa sostentamento per se e per la propria famiglia; al lavoro è legata l’immagine di se stessi e della propria dignità. Se togliamo il lavoro ad un individuo, gli sottraiamo una risorsa fondamentale e basta guardarsi intorno per vedere come quando ciò accade può dar origine anche a gesti estremi da parte di chi, avendolo perduto, decide di togliersi la vita.  Alla base di se stessi deve sempre esserci una forte stabilità mentale tale da aiutare a trovare sempre una soluzione che non sia un gesto estremo. Oggi purtroppo capita sempre più frequentemente e non solo a causa di un lavoro perso… questa piaga sta arrivando anche ai giovani che per primi non si accettano per come sono e di conseguenza non si sentono accettati dagli altri, ed ecco che si perdono con la droga, l’anoressia, la bulimia, l’alta velocità, l’alcol, fino ad arrivare al gesto più breve e sbrigativo. Concludendo posso solo augurare che il Natale porti con se il bisogno di riappropriarsi di se stessi e della propria vita e della propria unicità come esseri viventi.

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