Il Potere della "Prospettiva Positiva"

"Non esiste il brutto tempo, solo i vestiti sbagliati".

Billy Connolly

Uno dei concetti fondamentali che ci aiutano a vivere meglio, è racchiuso nel "Potere della Prospettiva Positiva". In ogni situazione si sceglie di vedere le cose in un modo soggettivo, selettivo e veritiero a favore di una prospettiva negativa o positiva e con la forza della "Prospettiva Positiva" si può cambiare la propria vita sicuramente in meglio. Non mi stanco e non mi stancherò mai di portare l'attenzione su questo punto, che ritengo sia alla base di una vita serena. Ogni esperienza è influenzata enormemente dalla prospettiva con cui la si guarda e a seconda del significato che le viene attribuito si proveranno determinate sensazioni e si avranno determinati atteggiamenti. Chi ha la capacità di "inquadrare positivamente" gli eventi, difficilmente si sentirà scoraggiato davanti alle prove più difficili in quanto è proprio la capacità di inquadrare gli eventi in modo positivo che lo farà sentire più forte e preparato nell'affrontarli. Per costui il termine "fallimento" non rientra nel suo vocabolario: ogni azione sarà la conseguenza di una ricontestualizzazione di un evento da potenzialmente negativo a positivo

Ciò che si decide di includere o di escludere da una esperienza farà in modo che il significato assuma una caratteristica piuttosto che un'altra. Vi porto un esempio personale legato al mondo dello sport. Quattro anni fa ho deciso di entrare nel mondo dell'atletica leggera grazie a mio marito, mondo che avevo frequentato solo come mental coach e mai come atleta. Devo dire che per passare dalla teoria alla pratica avevo una valida motivazione, frutto tra l'altro di una ricontestualizzazione positiva di un evento accaduto in precedenza. Ho cominciato ad allenarmi seriamente spinta dai più buoni propositi per tre volte alla settimana, sottoponendomi a sforzi che fino a qualche tempo prima per me erano impensabili. Con il trascorrere del tempo ho dovuto prendere atto dei miei limiti fisici (apparato scheletrico inadatto per le attività legate alla corsa e simili), i quali non mi permettevano e non mi permettono di raggiungere i risultati che mi ero e che mi prefiggo tutt'ora e per cui tanto mi impegno. Nonostante questo ho deciso di fare qualche gara, pur sapendo che le prestazioni da parte mia in quel contesto erano scarse. Alla luce di queste esperienze, avrei dovuto fare una sola cosa: smettere di allenarmi per le gare! Devo dire che per un momento mi è anche passato per la testa, ma subito dopo ho preso in considerazione un altro quadro della situazione: sapevo che potevo interpretare queste esperienze o come un fallimento (visti gli scarsi risultati) o come una prova da parte mia di forza, determinazione e volontà. Inutile dire che ho optato per la seconda scelta, ben sapendo che le mie aspirazioni a prestazioni degne di buoni risultati in gara erano scarse. In pratica ho portato la mia attenzione ai benefici  fisici che avevo tratto nell'iniziare ad allenarmi piuttosto che ai risultati scarsi; all'esperienza che ne traevo come mental coach nel praticare in prima persona certe specialità invece di limitarmi ad osservarle dal di fuori; a mettere alla prova me stessa all'interno di un contesto sportivo, dove quando scendi in pista sai perfettamente che chi è li è pronto a fare le sue valutazioni personali sulla tua prestazione. Insomma ho ricontestualizzato ciò che ero in grado di fare, portando l'attenzione solo sui lati positivi di questa esperienza del tutto personale, atteggiamento questo che mi ha permesso e mi permette tutt'ora di continuare ad allenarmi. Nel frattempo, insieme a mio marito, abbiamo aperto una nostra società di atletica leggera di cui andiamo orgogliosi! Se io non fossi quella che sono oggi, sicuramente per come sono sempre stata fino a 15 anni fa, cioè fino a prima di approfondire tutto quello che cerco di condividere anche qui su questo sito, non mi troverei a scrivere tutto questo e sopratutto a non poter mettere in pratica in prima persona ciò di cui scrivo con il risultato di affrontare le situazioni, anche quelle più sgradevoli, in modo da uscirne vincente.

Ricordate una cosa: il vantaggio di saper decidere come inquadrare gli eventi è che vi dà più scelta. Avere la possibilità di scegliere tra più opzioni significa possedere una maggiore flessibilità mentale, cosa che porta ad una maggiore capacità di influenzare l'esito di ogni situazione. Saper inquadrare la propria vita secondo una prospettiva positiva non equivale ad ignorare i problemi, ma bensì ad avere sufficiente flessibilità per far si che il proprio punto di vista lavori a proprio favore e non contro. Demoralizzarsi ad ogni occasione per qualcosa che non va secondo i propri piani non è costruttivo ma distruttivo! Percepirsi come falliti è la cosa peggiore che un essere umano possa fare contro se stesso! Il fallimento non esiste...è solo un atteggiamento mentale e NON un risultato, che tra l'altro influenza solo la pospettiva da cui si inquadrano le cose.

Tom Edison rispose ad un reporter del New York Times, che gli domandava come ci si sentisse ad aver fallito per la settecentesima volta nella creazione della luce elettrica, che non aveva affatto fallito! Disse che era riuscito a provare che quei settecento modi non funzionavano e che quando avesse eliminato tutti i sistemi che non funzionavano avrebbe trovato quello giusto! E così fece, illuminado il mondo! Ciò che fece fu quello di NON demotivarsi davanti ai ripetuti tentativi non riusciti, dimostrando di possedere la giusta dose di flessibilità concedendosi più scelte, atteggiaamento  che lo portò a centrare il suo obiettivo.

Un altro fattore da non sottovalutare è il potere delle domande che ci  si pone: le domande determinano l'esatta messa a fuoco delle percezioni in tutti gli ambiti. Porsi domande orientate in modo negativo significa rimanere bloccati nel problema. Dirsi ad esempio "ma come mai non riesco a fare questa maledetta cosa?" ha come presupposto che 1) c'è una cosa che va fatta, 2) che non si è capaci di farla. La mente risponderà a questa domanda attuando un processo focalizzato nel trovare tutti i motivi per cui "non si è capaci di fare" quella cosa che si ritiene debba essere fatta. Al contrario se ci si chiedesse "Qual'è la via più semplice per riuscire questa cosa?" si evidenzierebbe che 1) potete riuscire, 2) che c'è più di una via per riuscirci, 3) lo si può fare facilmente. Questo approccio alla domanada positiva sarà come una bussola per la mente, che cercherà un modo per riuscire nell'impresa. 

"Ho imparato di più dai miei insuccessi che dai miei successi"

Richard Branson

In conclusione, cercate sempre di guardare a voi stessi ed alla vostra vita nel modo più positivo possibile. Fossilizzarsi su ciò che non funziona, su ciò che non si raggiunge, su ciò che non si ha serve solo ad aprirsi la strada verso lo sconforto e qualora diventasse una cattiva abitudine, anche alla depressione. 

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