Ipnosi: viaggio all'interno della realtà umana. (parte terza)

Quest’ultima parte del viaggio riguarderà la mia personale esperienza con l’Ipnosi, vissuta sia come cliente che come ipnotista, cercando di spiegare l’importanza del rapporto tra il cliente e l’ipnotista. Mi soffermerò anche sull’aspetto riguardante l’autoipnosi, essendo stato quest’ultimo lo strumento che mi ha avviato all’interno di questo mondo.

IO: UN ULISSE IN GONNELLA

 La mia personale esperienza con l’Ipnosi è da paragonarsi veramente al viaggio di Ulisse nel suo “ritorno ad Itaca”. E’ stato per me un ritornare alle mie origini le quali pur se con me, mi erano del tutto sconosciute. Ho recuperato molte parti della mia vita rielaborandole in maniera analogica, ottenendo così una visione dei miei traumi diversa in quanto osservata da un altro punto di vista, quello dell’inconscio. Nel mio inconscio erano racchiuse le risorse che credevo di non possedere e quando ho imparato ad accedere a questa “altra” parte di me, ho scoperto un vero tesoro che mi ha letteralmente trasformata, mettendomi in condizioni di migliorare per prima cosa il rapporto con me stessa, che ritengo sia la cosa fondamentale, e poi il rapporto con la vita stessa e con tutto ciò che ne fa parte. L’uso dell’autoipnosi, quando ancora non avevo nessuno a cui affidarmi, è stata la mia prima esperienza con l’Ipnosi. L’ho usato in un primo momento solo come tecnica mentale per riprogrammare da sola gran parte, se non tutte, delle mie convinzioni su me stessa grazie anche ai contenuti legati al mondo della PNL. Devo dire, visto il profondo momento di crisi in cui mi trovavo e che ho definito come la mia personale “notte buia dell’anima”, che se ne sono venuta fuori è stato anche grazie a questo strumento di autoipnosi e tecniche di PNL unite insieme su  cd, che ho ascoltato quotidianamente anche più di una volta al giorno. Il primo beneficio riscontrato è stato sicuramente quello di calmare i miei stati di ansia, che si manifestavano tanto nella mente quanto nel corpo. In un secondo momento, sono riuscita a rafforzare le mie, seppur poche convinzioni positive su di me. 

Non è stato solo un cambiamento che è rimasto circoscritto nella mia mente, come in un’ illusione, ma è stato un cambiamento che è nato sì nella mia mente, ma che poi si è manifestato nella mia realtà quotidiana, partendo da piccoli cambiamenti  fino al raggiungimento di obiettivi sempre maggiori, che una volta raggiunti ne generavano di nuovi. Non c’è stato un solo ambito della mia vita che non si sia trasformato e migliorato con il passare del tempo, anche se all’inizio ho dovuto veramente mettercela tutta! Ma avevo dalla mia parte la ”ferma intenzione” a scacciare da me il male che mi logorava giorno dopo giorno, facendo si che sempre più parti della mia anima si distaccassero da me. Con l’autoipnosi ho usato in pratica gli stessi procedimenti adoperati per l’induzione d’ipnosi; si inizia ricalcando la realtà che ci circonda e poi gradatamente arrivare alla nostra realtà interiore. Si parte poi dal reale per arrivare all’ “immaginifico”, (termine questo che trovai su un libro che lessi tempo fa) ed è un’esperienza di apprendimento e di conoscenza che allarga le nostre potenzialità inespresse. E’ come una tela bianca che possiamo riempire di colori di suoni e di impressioni e possiamo partire dal canale visivo per farlo, facendo delle affermazioni che possiamo verificare in qualunque momento, e poi passare a qualcosa di bello legato a quello che ci è già successo oppure che potrà succedere. La stessa cosa la si può fare sia sul canale percettivo sensoriale che su quello auditivo. In questo modo occupiamo tutti i canali sensoriali creando una situazione di sovraccarico sensoriale che prende tutto il nostro essere. Ci possiamo guardare dal di dentro come fossimo in un film e questa è una cosa che tutti sappiamo fare, solo che non ne siamo consapevoli.

Quando sono arrivata con l’aiuto dell’autoipnosi, a trovare sempre più soluzioni ai miei problemi e a fortificarmi quel tanto che bastava per prendere decisioni riguardo alla mia vita che mai e dico mai sarei stata in grado di prendere prima, ho avuto la fortuna di imbattermi nuovamente nell’Ipnosi, ma questa volta in un modo diverso. Mi sono affidata (sotto la guida del mio intuito con il quale ormai avevo instaurato un rapporto di fiducia), ad un counsellor, termine questo che, nonostante la bravura del mio, non rende affatto l’idea di che cosa si viene a creare all’interno di una seduta e quali implicazioni nascono di volta in volta, coinvolgendo entrambe le parti in gioco.
Questa esperienza è stata diversa dalla prima, in quanto interagivo con una controparte “viva”, e non solo con una voce proveniente da un cd o dalla mia ripetizione di frasi di auto aiuto.

Il terapeuta è come un pittore che può trasfigurare gli individui facendoli diventare quello che non sono mai stati prima, cioè se stessi

Questa frase riassume in poche parole quello che per me ha rappresentato l’essere entrata in questo mondo in cui oltre all’Ipnosi sono stata aiutata anche con la PNL, figlia dell’Ipnosi. In pratica inizialmente sono stata messa in condizione di diventare consapevole del lavoro che avevo fatto da sola su me stessa, che è stato tra l’altro il motivo principale che mi aveva fatto decidere di studiare seriamente la materia. Infatti nonostante i cambiamenti positivi che avevo fatto, da una parte sentivo la necessita di comprendere “cosa” realmente avessi fatto... Mi sono sentita come prima cosa “accolta” e “rispettata” non solo in qualità di persona, ma la mia anima e le parti che la compongono hanno avvertito questo. Un problema vuol dire sofferenza profonda dell’anima, però è come una persona vive il problema il fattore su cui è necessario prestare attenzione più che il problema stesso, per eliminare la sofferenza profonda dell’anima.

Ho appreso molto lavorando su me stessa grazie al rapporto esatto che il mio counsellor ha saputo instaurare, il tipo di rapporto tra cliente e caunsellor che mi ritrovo oggi a sperimentare come counsellor. Quindi, possiamo dire che creare “rapport” in questo contesto, significa sintonizzarsi con la persona, con la mente, cercando di entrare nella sua mappa della realtà; con il corpo, ricalcando fisicamente ( ad es. con il ritmo della voce e quello della sua respirazione, oppure se si ricalca il dondolio del corpo, lo sbattere delle palpebre o annuire allo stesso ritmo); e con l’anima, cercando di entrare in empatia emotiva con il modo in cui la persona sta vivendo il suo dramma: questo creerà un rapporto con la persona. Bisogna quindi sempre osservare il comportamento della persona e il suo modo di comunicare.
Molte persone riconoscono all’ipnotizzatore un enorme potere, ma in realtà ogni volta che si riesce a catturare l’attenzione di una persona, non si fa altro che agire da ipnotizzatore. Ma per una buona riuscita di una seduta, è importante che anche l’ipnotizzatore lasci catturare la sua attenzione dall’altro. La trance diviene così uno specchio che guarda uno specchio, che guarda uno specchio, riflettendo così due realtà che si parlano non più in uno stato logico in cui c’è un “io” ed un “tu” ben distinti, ma bensì in una realtà in cui divenendo uno il riflesso dell’altro, si crea un unione che porta ad un'unica comunicazione. Se in una trance, l’ipnotista diviene per così dire “il sacerdote che uffizia un rituale” per favorire alla persona un contatto con il suo inconscio, per forza di cose lo si può fare solo se lui per primo diviene il “sacerdote di se stesso”.
Con questo intendo dire che, almeno per quello che mi riguarda, è il mio andare in trance come ipnotista e lasciare così emergere il mio inconscio a guidare la seduta e a parlare con l’inconscio dell’altra persona. L’inconscio è la sfera dell’attività psichica che non raggiunge la soglia della coscienza: è il “luogo” dove vengono elaborate le emozioni e dal quale dipende gran parte del nostro “funzionamento” psico-fisico, in una nostra naturale concatenazione di eventi che prescinde dall’intervento della nostra parte cosciente. Analizzare una nostra emozione razionalmente significa trascurare la maggior parte degli elementi che ci hanno portato a provare quell’emozione per arrivare ad una conclusione logica e apparentemente verosimile, ma che potrebbe non avere nulla a che fare con le cause reali dell’emozione stessa. Viceversa possiamo parlare con l’inconscio adoperando i suoi stessi canali di comunicazione, ossia organi di senso per mezzo dei quali esso percepisce e costruisce la realtà che lo circonda. Ci sono parole, suoni, immagini e sensazioni che agiscono e interagiscono direttamente con l’inconscio: evocano qualcosa dentro di noi perché ci coinvolgono. Ed è proprio su quella sottile linea di confine tra sogno e realtà, che l’inconscio può raggiungere la soglia della coscienza, ed è lì che l’ipnotista diviene come un pittore che è a sua volta sotto ispirazione e che può trasfigurare gli individui facendoli diventare quello che non sono mai stati prima, così come lui, cioè se stessi.

 Lo stato di Ipnosi è come lo scorrere del sangue nel nostro corpo, la via dell’acqua che scorre e diviene così strumento per comunicare con il nostro profondo, altrimenti chiamato inconscio. Quando l’ipnotista è in sintonia con la persona, non parlerà mai di sensazioni nel momento in cui l’altro ha immagini visive; e se le immagini visive dell’altro sono anche le sue in quanto “è” con la persona, allora ci sarà una condivisione dell’esperienza. E’ così coinvolgente una seduta d’Ipnosi tanto per la persona che per l’ipnotista. La comunicazione diviene armonica, vale a dire: ciò che si dice, lo si deve anche sentire dentro, altrimenti si ha una trasmissione empatica negativa. Nella mia personale esperienza come cliente, tutto questo non solo si è verificato durante le sedute, ma l’ho trasportato fuori da quel contesto e l’ho continuato ad usare nei momenti in cui mi ritrovavo a dover risolvere un mio problema di crescita personale. Sarebbe più appropriato dire che non solo io, ma il mio inconscio si è così ben trovato con la figura del counsellor, che in pratica spesso quando mi metto in comunicazione con lui, assumo le sue sembianze. Mi è capitato in alcuni sogni, sogni importanti per me (in quanto prima di addormentarmi avevo esplicitamente chiesto al mio inconscio di darmi delle soluzioni, o spiegazioni riguardo a qualcosa, oppure di farmi sapere a che punto del mio percorso evolutivo fossi arrivata),che mi ha comunicato prendendo in prestito le sembianze del mio counsellor, come quella volta, un esperienza bellissima, in cui prima di addormentarmi avevo chiesto a che punto del mio percorso spirituale mi trovassi, e per tutta risposta ho sognato che era il mio giorno di laurea spirituale e che il mio counsellor, senza proferire nessuna parola, mi consegnava la laurea. Se è accaduto questo, vuol dire solo che ha fatto bene il suo lavoro in quanto tale, ma come ho già detto una volta ad un amico, essere un counsellor oggi giorno non è così difficile, il difficile è essere un bravo counsellor, e la differenza non la fa la quantità di cose che si studiano, ma l’uomo che c’è dietro.

 Per quanto riguarda invece il mio rapporto con l’Ipnosi come ipnotista, posso dire che mi ha regalato delle belle emozioni. Come avevo già accennato nella spiegazione iniziale sui punti che avrei trattato,  ho una concezione della vita e del nostro ruolo al suo interno un po’ diversa dalla maggioranza delle persone. Fortunatamente seppur in minoranza, non sono la sola ad avere questa visione della vita. Ma perché questo dovrebbe entrarci qualcosa con l’Ipnosi? In effetti da una parte, quelle che sono le mie convinzioni personali non incidono nel mio lavoro con chi so non condividerle, magari perché non le conoscono neanche, condividendole invece con chi ha una visione della vita analoga alla mia . Questo fa sì che io abbia risultati ugualmente positivi e quindi ne deduco che a prescindere da chi è l’ipnotizzatore e quali siano le sue convinzioni, l’Ipnosi è utile: l’importante è condividere la convinzione del cliente.. Questo è anche quello che si è visto ripercorrendo la storia dell’Ipnosi negli anni, in un modo o in un altro è stata usata e ha funzionato. Che poi ci siano state controversie sul come usarla, in base a quali criteri o su quale scompartimento metterla e su chi e per cosa usarla, questo secondo il mio personale punto di vista è relativo. Ha funzionato ai tempi della preistoria, funziona oggi e funzionerà domani. Si è si, evoluta per molti aspetti, ma per altri no visto che ci ritroviamo oggi con le Neuroscienze anche se in maniera sicuramente più scientifica, a riprendere in considerazione la visione sciamanica. Oggi infatti, si parla di “psiconeuroendocrinoimmunologia”e si è comunque ritornati ad associare mente/corpo come un insieme di fenomeni neurologici, biochimici, elettrici, psicologici, sociali. Secondo il mio parere, l’Ipnosi odierna è il risultato di un’evoluzione umana e dei suoi credo. Ma la sua efficacia rimane inalterata ieri, come oggi.

Mi sento di poter affermare questo in buona fede, in quanto avendo sperimentato anche il “viaggio sciamanico” in prima persona ne ho potuto constatare l’efficacia. Siamo noi che ipnotizziamo con le nostre convinzioni il nostro sistema nervoso, e le cellule corporee che reagiranno esattamente secondo le nostre aspettative; gradualmente tutte le parti del nostro sé fino all’atomo e alla molecola più piccola si conformeranno alle convinzioni della nostra mente cosciente. Gli eventi più importanti della nostra vita, il rapporto con gli altri, nonché l’attività abituale di ogni minima parte del corpo…tutto ciò non è che il risultato delle nostre convinzioni coscienti. Quindi le nostre convinzioni sono come centrali di Ipnosi che noi rafforziamo costantemente attraverso l’abituale colloquio interiore che tutti intratteniamo con noi stessi. E’ un’ipnosi naturale, è in dotazione con il nostro funzionamento come Esseri... Umani aggiungerebbe qualcuno, ma allora bisognerebbe allargare la visione dell’umano visto che siamo capaci da soli di tutto questo a livello inconscio e lo stiamo scoprendo, non stiamo imparando a farlo accadere..ce ne stiamo solo incominciando a rendere conto.

Basandomi sulla mia esperienza personale, quindi avendolo constatato su di me con l’autoipnosi pur non sapendo esattamente cosa stessi facendo, ho concentrato la mia attenzione il più vividamente possibile su un’affermazione da me scelta per sostituire una convinzione . Ho cercato di sentire in me l’affermazione in tutte le sue possibili sfumature, cercando di non distrarmi, ed ho sperimentato dei risultati. Questo procedimento l’ho sperimentato per sostituire molte delle mie convinzioni che non desideravo più avere, quindi posso affermare che non è una coincidenza, ammesso che esistano, che abbia funzionato sempre. L’inconscio accetta quindi gli ordini che gli vengono impartiti dalla mente cosciente, ma non è una spugna che assorbe indiscriminatamente qualsiasi contenuto a prescindere dalle considerazioni del nostro sé. Ora non è facile per me tentare di spiegare....se io accetto delle convinzioni riguardo molte cose nella mia vita, indipendentemente se mi giovano o mi fanno male e indipendentemente dal come si sono formate nel corso della vita, ho esercitato su di me inconsapevolmente un’ipnosi naturale: ho riempito man mano il mio inconscio e quindi potrei supporre che l’ipnosi naturale a volte trasferisce i contenuti inconsci nelle convinzioni coscienti. L’ipnosi formale, nei momenti di concentrazione, una volta eliminate tutte le distrazioni, aiuta a impiantare nuove idee. Ma accade la stessa cosa anche nel corso della vita quotidiana; le aree di intensa concentrazione regoleranno quindi l’esperienza tanto biologica che mentale creando condizioni analoghe.

Volendo fare un esempio personale, sin da bambina avevo maturato l'idea che ero brutta, grassa e che ero buona ma cretina. Maturai questa convinzione man mano che crescevo, ed ha attecchito così bene che mi sono comportata in tutto e per tutto conformemente a questa convinzione che ne generò altre molto simili. Quindi ero buona ma cretina e grassa nonostante le diete che su di me sembrava non funzionassero. Non sentivo di valere molto e si sa che la convinzione del proprio valore personale porterà con se la convinzione del valore personale degli altri, che mostreranno proprio gli aspetti - peggiori nel mio caso - migliori nel caso di una persona con una convinzione del proprio valore personale positiva. Questo è uno dei sistemi per leggere l’esistenza, in quanto ogni stimolo o informazione non conforme alla visione del mondo verrà considerato come dato secondario non applicabile personalmente e che anche se riconosciuto come fatto che ha valore per altri, nel mio caso la dieta che funzionava per la mia amica non funzionava per me. Ricordo che dicevo sempre “tanto con me non funziona!”. Per questo le convinzioni sono come delle centrali di ipnosi e credo anche che venga fatta una distinzione troppo specifica tra mente cosciente e mente inconscia quando in realtà, almeno nel mio caso, il passaggio dall’una all’altra è molto sfumato.

Sono convinta, in quanto l’ho sperimentato su di me e sulle persone che hanno la mia stessa visione della vita, che l’Ipnosi è anche un metodo eccellente per inserire nuove idee e liberarsi delle vecchie, ma tutto questo è possibile solo se ci si rende conto in quel momento, del potere della nostra mente cosciente,  comprendendo anche la capacità della nostra coscienza di mettere in moto reazioni inconsce. Quando lavoro faccio miei i credo del cliente e se io credo di essere un’estensione di Dio con un potere creativo nella mia vita e la persona davanti a me crede l’opposto, io farò mio il suo credo cercando di entrare nel suo mondo e di guardarlo con i suoi occhi, trovando un approccio ipnotico più vicino ai suoi credo accompagnandolo nel suo inconscio dove il cliente troverà le sue risorse o risoluzioni ai problemi. Devo fare mia la sua convinzione perché è la forza della convinzione che viene dimostrata. La mente anche in uno stato di trance non è impotente. Senza alcuna induzione consapevole ho ipnotizzato me stessa con convinzioni negative finché non le ho prese una ad una e non le ho sostituite ipnotizzandomi questa volta in maniera più consapevole con quelle nuove. Oggi non sono quella stessa persona che ero fino a quando ho creduto nelle vecchie convinzioni su di me, oggi sono il frutto di nuove convinzioniE tutto questo è vero anche nel suo contrario: se una persona non condivide quello che io sto affermando riguardo al potere di cambiare se stessi perché è convinta del contrario, paradossalmente nella sua esperienza sarà vero ciò che lei pensa e potrà provare a fare l’autoipnosi, l’ipnosi con un terapeuta, il viaggio sciamanico…ma nulla funzionerà se avrà la ferma convinzione che tutto questo non funzionerà. Con questo non voglio togliere all’Ipnosi la sua magia, ma credo la vera magia risieda nelle persone. Quindi per concludere riguardo a questo, se una persona viene da me ed io mi rendo conto che ha bisogno di credere che è l’Ipnosi a fare la ”magia della guarigione” sarà questa convinzione che evidenzierò...esattamente come evidenzierò nella persona che avrà bisogno di credere che è lei stessa a fare “la magia della guarigione” questa convinzione e  avrà uno strumento meraviglioso per farlo. Rimne sempre un punto però: Erikson ha guarito molte persone portando il potere sul ruolo dell’ipnotizzato de-tronando così il ruolo dell’ipnotista, ma è anche vero che Mesmer ha guarito molte persone quando ancora l'ipnotista sedeva sul trono.. e che lo sciamano guariva le persone viaggiando lui fra i mondi per indicare la strada del ritorno…

Il mio personale viaggio all’interno della realtà umana, mi ha regalato molto: ho il mio Animale Guida, una tigre che si occupa della mia protezione dentro e fuori la realtà fisica e dalla quale attingo molte delle sue risorse e caratteristiche;  ho il mio Inconscio che si prende cura di me; ho la mia Divinità Interiore che custodisce tutti i frammenti della mia Anima, ed ho imparato ad essere il miglior Coach di me stessa, pur essendo consapevole che  tutto questo non è altro che un cambiare di forma e di nome a quella parte di me che risiede nel profondo e che vive attraverso di me.

 

…OPPURE PUOI VEDERE DAVANTI A TE UNO SPECCHIO…E DENTRO QUESTO SPECCHIO, VEDERE ALTRI SPECCHI…ED OGNUNO DI QUESTI SPECCHI RAPPRESENTA UN MOMENTO PARTICOLARE DEL TUO FUTURO…E TU, PUOI ENTRARE IN UNO DI QUESTI SPECCHI… SE VUOI….OPPURE IN PIU’ DI UNO…ED IO CONTERO’ DA 1 A 5….E AL MIO 5, SARAI DENTRO UNO DI QUEGLI SPECCHI….IN UN MOMENTO DEL TUO FUTURO…1…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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