LA POSITIVITA' COME STATO INTERIORE

 

 

 Con il termine "positività" si intende un complesso di atteggiamenti mentali volti verso l'osservare in ogni situazione un'opportunità di crescita.

Questo concetto è ciò che ho compreso in questi anni di lavoro e studio sulla psicologia umana in generale attraverso i corsi di PNL e percorsi di crescita personale e che ho ovviamente sperimentato per me stessa prima di metterli a disposizione di altre persone e che ho descritto anche nel mio libro "Il bruco e la farfalla" .

Lo stato interiore positivo, non dimentichiamoci che può essere molto soggettivo e quindi ciò che può far star bene me non è detto che sia uguale per gli altri. Ciò che ho compreso per quanto mi riguarda è che vi sono 5 caratteristiche che ne determinano il mio: 

1) Ogni esperienza è un'opportunità di crescita

2) L'unico con cui ti devi misurare è te stesso

3) Gestici il tuo tempo e non lasciarti gestire

4) Impara a reinventarti in ogi circostanza

5) Impara la presenza costante

1) OGNI ESPERIENZA E' UN'OPPORTUNITA' DI CRESCITA

Quando siamo immersi nella nostra quotidianità fatta di eventi e abitudini consolidate, è facile vivere quasi meccanicamente i vari ruoli che nell'arco di una intera giornata andiamo ad interpretare a seconda delle circostanze che richiedono la nostra presenza, come in famiglia, al lavoro, con gli amici ecc.

In ogni ambito vi è sempre una sistuazione di cui ci dobbiamo occupare e vivere ciò sapendo che è un'opportunità di crescita e non una condanna come  in caso di situazioni difficili da cui è impossibile uscire, di certo non ci fa subire gli eventi bensì ci mette in condizioni di comprenderli e gestirli a nostro favore imparando anche dagli errori.

2) L'UNICO CON CUI TI DEVI MISURARE E' TE STESSO

Qui siamo nella fase in cui si è compreso che imparare dagli errori per migliorare è l'unica sfida che vale veramente la pena affrontare con tutto se stesso. Ogni proprio limite superato con l'apprendimento ci sposta in una situazione di forza e anche lì dove non vi si riesce nell'immediato, rimane comunque un investimento a lungo termine per sè che darà i suoi frutti in un momento più appropriato.

3) GESTISCI IL TUO TEMPO E NON LASCIARTI GESTIRE

Abbiamo a disposizione un eterno presente, un "qui ed ora" che inizia nel momento in cui nasciamo, che viene però  percepito lungo un asse temporale che identifichiamo come passato-presente-futuro. Ieri, oggi e domani in realtà non sono altro che un insieme di infiniti momenti presenti all'interno dei quali noi sperimentiamo chi siamo o per vivere o per comprenderci attraverso la vita. La differenza tra questi due approcci credo sia evidente: nel primo caso mi lascio gestire dalle situazioni cercando di affrontarle per come posso,  mentre nel secondo caso mi comprendo attraverso quello che sto sperimentando per imparare a gestirmi secondo ciò che mi fa stare bene: ed anche questo è del tutto personale in quanto ciascuno di noi per stare bene ha necessità diverse.

4) IMPARA A REINVENTARTI IN OGNI CIRCOSTANZA

Anche se viviamo in un eterno presente, le circostanze che lo compongono sono tante e mai definitivamente consolidate. Li dove ci fosse la nascessità di adattarsi ad un cambiamento più o meno radicale, dove le nostre certezze, abitudini e aspettative vengono a mancare, occorre lasciar andare ciò che non si può ripristinare e dedicare le proprie energie a capire in che modo diverso ci adeguamo al cambiamento. Se i punti 1-2-3 sono consolidati in noi stessi, ecco che ogni nuova circostanza diventa un'opportunità di crescita perchè sappiamo che la nuova sfida ha a che fare solo con noi stessi seppur vissuta all'interno di uno scenario che ci vede coinvolti con altre persone. Di certo useremo il tempo come uno strumento a nostro favore e in modo costruttivo sentendosi un po' "Uno Nessuno e Centomila".

5) IMPARA LA PRESENZA COSTANTE

Se riesci a sentirti dentro "Uno Nessuno e Centomila", probabilmente hai passato anche periodi in cui ti sei sentito spesso solo e incompreso mentre tentavi di condividere con le persone tutto questo. Nella fase successiva acquisisci la consapevolezza che non serve condividere per forza con gli altri ciò che per te è utile ma che è importante che tu lo abbia appreso per te stesso. Tanto al 50% delle persone non interessa, e qui rientrano le persone che non frequentiamo abitualmente; al 30% magari vai anche sulle scatole perchè non segui certi schemi di re-azione che loro sono abituati a gestire, e qui rientrano coloro con cui ti rapporti quotidianamente condividento un ideale in comune come un lavoro, una religione, un partito politico o  uno sport di squadra. Ad un 15% sarai utile nella misura in cui non li metti in condizione di agire in seguito secondo la modalità che inizialmente credevano di voler far propria ma solo in teoria.

E poi c'è quel 5% di persone che invece sentiranno di aver trovato un modo per effettuare una crescita interiore che a loro è congeniale. La cosa importante è che quando sei consapevole di tutto questo, vuol dire che hai compreso che la presenza costante è il frutto di un lavoro interiore che giorno dopo giorno attraverso l'introspezione ci porta a svolgere un cammino di crescita personale. E se si chiama crescita personale è perchè prevede che ciascuno debba  trovare il modo di attuarla anche se lo fa attraverso strumenti come la PNL, l'IPNOSI, il COUNSELING, il REIKI  la SHAKTY PAT, altre tecniche olistiche o attraverso altri cammini di conoscenza. 

 

Quando sei presente allora usi ciò che sei in modo resiliente, ciòè in modo veramente positivo perchè in  tutto ciò che ti circonda hai compreso essere a tua completa disposizione per permetterti di evolvere in ogni circostanza. Questo articolo non lo avrei mai scritto se non fossi stata costretta a stare chiusa in casa per circostanze da un lato drammatiche a causa di eventi esterni ( che comunque ci riflettono una condizione interiore di massa, cioè come coscienza collettiva), ma che da un lato mi portano a riprendere in mano il mio sito internet che negli ultimi tempi non ho avuto modo di aggiornare: e non a caso proprio per mancanza di tempo!

Sicuramente è più appropriato affermare che ho dedicato il mio tempo ad un settore diverso, in cui mi sono messa in gioco sapendo che avrei portato via o un risultato o un'esperienza che mi avrebbe fatto crescere ulteriormente perchè è attraverso anche di essa se oggi mi sento più arricchita come persona.

Questo è a grandi linee il mio personale modo di interpretare la positività, che esclude il sorriso forzato o l'entusiamo di circostanza mentre dentro al posto della positività regna tutt'altro. Per capire in quale stato interiore ci troviamo rispetto alla positività occorre fermarsi e ascoltarsi veramente. In questo periodo tutto si è fermato e di sicuro il lato drammatico della situazione avrà la mia attenzione nella misura in cui so di essere in questa realtà e condividere certe regole che le appartengono, ma tutto il mio focus è decisamente altrove, nelle infinite possibilità che ogni giorno ho a disposizione e che mi fanno stare bene.

 

 

 

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to LinkedIn