Coaching e Formazione Aziendale: tre figure a confronto

 

“… Liberare le potenzialità di una persona perché riesca a portare al massimo il suo rendimento, aiutarla ad apprendere piuttosto che limitarsi ad impartirle insegnamenti.”

Sir John Whitmore

Il coaching è un percorso che serve per migliorare le competenze e i comportamenti attraverso l’esperienza quotidiana facendo ricorso a un’attività di sostegno individuale e a programmi specifici.

Oggi, in tutti i settori economici e sociali, sembrano farla da padrone alcuni concetti ricorrenti quali cambiamento, rapidità, adattamento, innovazione. In questa situazione, che a volte stimola ma spesso disorienta, si trovano immerse anche la maggior parte delle aziende e di conseguenza i loro collaboratori.

 

Il coaching si può definire un percorso altamente personalizzato e basato sull’esperienza o “action learning” per affrontare e vincere le proprie sfide.

Per fare questo occorre avere delle competenze specifiche in materia che essenzialmente evitano una gran perdita di tempo attraverso tentativi che possono rivelarsi come una perdita di tempo, denaro ed un eventuale disagio nel  settore management aziendale che va compreso, accolto, integrato e non trascurato.

Il coaching è un approccio metodologico che mira a rendere la persona, qualunque ruolo essa ricopra all'interno di un'azienda, consapevole delle risorse a sua disposizione, dei reali punti di forza, delle competenze da migliorare e del proprio stile relazionale e di Leadership.

Manager e Coach, concordano un piano di sviluppo e piani d’azione da seguire per le aziende che vogliono stare al passo con il cambiamento esterno, culturale, sociale ed economico.
Questi devono necessariamente orientarsi verso interventi formativi che stimolino ed accompagnino il cambiamento interno, focalizzandosi sul fattore umano, fermo restando, ovviamente, l’importanza e la necessità implicita della formazione di tipo tecnico.

Abbiamo accennato al continuo mutare dei riferimenti e di quanto questo aspetto, oggi, porti con sé crisi e disagi alle persone che lavorano in azienda. La classe dirigente come sopra accennato non è immune da tale influenza. Anzi, le maggiori responsabilità derivanti dai ruoli di comando spesso aumentano lo stress e le percezioni di difficoltà soggettive che inevitabilmente si ripercuotono su tutto lo staff aziendale.

La presenza di un coach in un'azienda permette a tutti i livelli, sia dal semplice impiegato fino al manager, di esplorare le sue potenzialità e ristabilire ordine ed equilibrio seguendo una strategia di azione mirata a seconda della personalità di ciascun individuo, evitando che il disagio come un senso di ineguatezza nel proprio ruolo, mancanza di indirizzi strategici chiari, ansie derivanti dalla relazione con i propri collaboratori, diventino degli ostacoli per la crescita sia personale che aziendale.

Il coaching è caratterizzato da una serie di incontri e colloqui volti ad aiutare la persona a raggiungere prestazioni il più vicine possibile al proprio massimo potenziale. Nel coaching, il responsabile stimola i collaboratori a comprendere pienamente il proprio ruolo e obiettivo, a imparare ciò che serve per padroneggiare tale ruolo, a vivere con passione e motivazione.

La figura del coach, quella del manager e quella del leader non sono la stessa cosa e non adempiono alla stessa funzione. Vediamo insieme quale sono le loro caratteristiche:

 

Mental Coach

Quella del mental coach, nelle sue più comuni declinazioni (life coach, health coach, business coach, career coach, ecc.) è una figura professionale sempre più ricercata in Italia. Si tratta di una persona, generalmente qualificata nel settore dei metodi di self-help, PNL, olismo ed analoghi nonché spesso anche nel settore specifico in cui opera, ad esempio fitness, nutrizione, management. Quando dico "qualificata", mi riferisco a persone che hanno intrapreso dei VERI E PROPRI percorsi di studio al riguardo: improvvisarsi mental coach è purtroppo oggi molto in voga,attestandosene la qualifica senza aver effettuato un vero e proprio percorso di studio. Per ovviare a questo inconveniente vi basterà chiedere l'attestazione conseguita con i corsi specifici, se non li ha fatti non è un mental coach, e la vostra mente è troppo preziosa per rischiare di cadere in mani sbagliate.

Un coach applica sempre questi punti lavorando sia singolarmente per il raggiungimento di obiettivi specifici elaborati tenendo presente i punti di forza di una persona e rafforzandone i punti deboli, e o in gruppo:

 Confrontarsi su come raggiungere un obiettivo

 Fornire feedback costanti

 Offrire supporto

 Fare formazione sul campo

Il lavoro del coach è un lavoro a tempo pieno!

 Leader e Leadership

Quando parliamo del ruolo di leader, ci riferiamo a qualcuno che sappia creare una visione, mantenerla nel tempo e identificare le azioni per concretizzare quella visione.
Perché il leader sia riconosciuto come tale dai propri collaboratori, l’esempio concreto vale più di mille parole. I valori che vengono trasmessi sono comunicati attraverso i comportamenti quotidiani che rispecchiano una ferrea coerenza tra ciò che si dice e il modo in cui lo si mette in atto, evitando in questo modo di creare sfiducia in ogni contesto.

Un leader è qualcuno che comprende i suoi collaboratori e riesce in maniera costruttiva e mai distruttiva ad applicare questi punti:

 Comunicare la mission dell’azienda, i suoi valori, i suoi obiettivi strategici

 Dare l’esempio con i propri comportamenti

 Ispirare cambiamenti

 Motivare il team

 

Manager

L’attività prevalente di questi professionisti sul posto di lavoro è svolgere riunioni.

Lo studio, denominato Executive Time Use Project, ha lo scopo di determinare come i responsabili organizzano il loro tempo e come questo influenzi la prestazione delle loro imprese.

Un manager si occupa in generale della gestione, attraverso l'assunzione di decisioni sull'impiego delle risorse economiche disponibili e in particolare delle risorse umane. Il termine management indica anche l'insieme dei manager di un'azienda.

Il manager, nel ruolo di responsabile di persone, si concentra sull’assicurarsi che i collaboratori raggiungano determinati risultati in termini di prestazioni tenendo presente questi punti:

gli obiettivi operativi dell’organizzazione
i processi e le procedure tipiche dell’azienda
le richieste specifiche del ruolo ricoperto
gli standard di prestazione richiesti
le norme e i regolamenti interni all’azienda

 PNL (programmazione neuro linguistica) e Coaching 

Un professionista di PNL guida il suo cliente nel modellare e copiare l’eccellenza umana in ogni forma, nell’identificare cosa rende una persona eccezionalmente abile, a sviluppare autonomamente le proprie abilità e nel divenire capace ad ottenere quello che è importante per lui, sia che questo significhi sviluppare migliori relazioni con gli altri, sia essere più efficace sul lavoro, sia altre cose ancora.

Un Consulente di Programmazione Neurolinguistica (NEURO in quanto la nostra esperienza, il conscio, e il subconscio sono derivati dai nostri sensi e dal sistema nervoso. LINGUISTICA perché i nostri processi mentali sono anche codificati, organizzati, ricevono significato e sono trasformati attraverso il linguaggio. PROGRAMMAZIONE in quanto le persone interagiscono come un sistema nel quale l’esperienza e la comunicazione è composta di modelli di “programma), è quindi una persona capace di guidare il suo cliente attraverso una serie di tecniche specifiche e sistematiche di Programmazione Neurolinguistica (PNL) che permetteranno a quest’ultimo di modellare dei “modelli” di eccellenza e di “riprogrammare” il suo inconscio per creare e generare nuovi talenti e comportamenti.


La PNL è un modello di come la gente impara e si automotiva ed una serie di tecniche utili per modificare il comportamento ed acquisire crescita ed eccellenza in ogni situazione.

Come non vedere che tutto questo va ben al di là di un titolo che uno si attribuisce alla leggera? Una grande mentalità manageriale, la leadership  poggiano il loro  fare su un’acuta conoscenza della psiche umana, un sapiente uso delle tecniche di comunicazione, una lungimirante capacità di premiare il merito. Napoleone sovente affermava: “Un capo che non presta attenzione alle necessità dei suoi uomini non dovrebbe comandarli.” E anche Socrate condividerebbe questa conclusione, in quanto essa indica con chiarezza, a chi vuole essere leader e manager nei fatti, la via maestra della formazione e dell’etica.

 

 

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