STALKING: quello che bisogna sapere per individuare, prevenire e fermare uno stalker

 

 

Con questo articolo sullo stalking, ci prefiggiamo, io ed Antonio Russo, l'obiettivo di sensibilizzare quante più persone su questo argomento, il quale non trattiamo "per caso". Chi segue i nostri articoli sa che trattiamo argomenti che, in un modo o in un altro, ci hanno toccati in prima persona. Anche il mio lavoro mi porta spesso a contatto con persone, uomini e donne, che, in modi diversi, hanno avuto o hanno a che  fare con persone che manifestano l'incapacità di chiudere un rapporto sentimentale.

Non a caso abbiamo scelto questa foto come apertura di questo articolo, che dice chiaramente, per chi ancora non lo avesse ben chiaro, che lo stalking NON è un gioco, NON è sinonimo di ROMANTICISMO e che quindi, NON è una cosa che va BENE.

 

Entrando nello specifico dello stalking, è importante sapere che viene definito uno "stalker", indipendentemente se uomo o donna, colui che, per una serie di motivi legati probabilmente a dei seri problemi comportamentali, mette in atto una serie di atteggiamenti i quali affliggono un'altra persona, perseguitandola, generandole stati di paura e ansia, arrivando persino a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana della persona oggetto della sua "ossessione".

Probabilmente ci saranno persone che, pur riconoscendosi in questi atteggiamenti, non si troveranno d'accordo con le mie parole e questo non mi meraviglia affatto, semmai sarei meravigliata del contrario. Saranno proprio le motivazioni e le scusanti che si raccontano, a farli sentire nel giusto nel loro comportamento, che di giusto invece non ha proprio nulla. Qualunque sia il motivo per cui una persona decide di chiudere un rapporto, e a prescindere da chi ha torto o chi ha ragione, NESSUNO ha il diritto di privare una persona della LIBERTA' di fare della sua vita ciò che vuole. 

 

 

Basta accendere la televisione per sentire quasi quotidianamente le notizie di femminicidio, e lì dove per fortuna non si arriva a gesti estremi, si crea una realtà dove le persone, vittime dello stalker, sono psicologicamente messe sotto stress dal continuo ricevere di  lettere, biglietti, posta elettronica, SMS, telefonate e messaggi vocali. Oppure producendo scritte sui muri o atti vandalici con il danneggiamento di beni, in modo persistente e ossessivo, in un crescendo culminante in minacce scritte e verbali, degenerando talvolta in aggressioni fisiche con il ferimento o, addirittura, l'uccisione della vittima.

Per chi non lo avesse ben chiaro, a prescindere se si tratti della "vittima" che ancora non si rende conto di esserlo, o che si tratti del "carnefice" il quale ancora non si reputa tale, sappiate che tutto ciò, o parte di esso, se compiuto in modo persistente e tenace in modo da indurre anche solo paura e malessere psicologico o fisico nella vittima, sono ATTI PERSECUTORI.

Chi li attua è un persecutore: un soggetto che commette un atto criminale, in alcuni Paesi punito come tale dalla legge. Si differenzia dalla "semplice" molestia sessuale per l'intensità, la frequenza e la durata della variegata congerie comportamentale.

 

 

Secondo gli studi della Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri, gli stalker potrebbero inquadrarsi (a stretti, pragmatici fini di polizia) in cinque tipologie:

il "risentito", caratterizzato da rancori per traumi affettivi ricevuti da altri a suo avviso ingiustamente (tipicamente un ex-partner di una relazione sentimentale);

il "bisognoso d'affetto", desideroso di convertire a relazione sentimentale un ordinario rapporto della quotidianità; insiste e fa pressione nella convinzione che prima o poi l'oggetto delle sue attenzioni si convincerà;

il "corteggiatore incompetente", che opera stalking in genere di breve durata, risulta opprimente e invadente principalmente per "ignoranza" delle modalità relazionali, dunque arreca un fastidio praticamente preterintenzionale;

il "respinto", rifiutato dalla vittima, caratterizzato dal voler contemporaneamente vendicarsi dell'affronto costituito dal rifiuto e insieme riprovare ad allestire una relazione con la vittima stessa;

il "predatore", il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale, trae eccitazione dal riferire le sue mire a vittime che può rendere oggetto di caccia e possedere dopo avergli incusso paura; è una tipologia spesso riguardante voyeur e pedofili.

 

Cosa fare quando ci si rende conto di trovarsi difronte ad una persona che non ha la capacità di lasciarci andare? Cosa fare immediatamente per non asprire i toni del distacco e peggiorare la situazione di per se già critica?

Se avete già fatto dei tentativi in cui avete spiegato le vostre motivazioni, in cui avete cercato a volte con le buone, a volte con toni più accesi di chiudere la storia, senza per questo volere il male della persona che non si ama più, o che ci si è accorti di non amare a tal punto di rimanere insieme o di riprovare ancora una volta a vedere se la relazione può essere recuperata, allora dovete tenere presente alcune cose fondamentali. 

A questo proposito, lascio che sia una persona esperta in materia di stalking, Antonio Russo, con cui ho iniziato una collaborazione, ognuno con le proprie competenze, a darvi le giuste informazioni su come muovervi in queste situazioni. Ricordatevi anche, che alla fine saranno le autorità a stabilire se il vostro caso rientra o meno nello stalking o altro, in base alle prove che porterete, e se procedere e come. 

 

 

Purtroppo la legge sullo Stalking ha mostrato agli operatori della “strada“ le sue lacune, constatando le numerose difficoltà nell’applicarla, nel difendere la vittima dallo stalker e nel conoscere lo stalker.

Proprio le difficoltà nell’applicare la legge e nel difendere la “vittima“ nella “nobil difesa dei diritti umani“,   ha accresciuto il desiderio di prepararmi sul tema dello stalking, di seguire dei corsi sugli atti violenti, nonchè di far parte di associazioni  e di scrivere un corso, e un libro dal titolo “ STOP ALLO STALKING..COME DIFENDERSI” .

 

Oggi sono Presidente Onorario dell’Associazione Materana di Matera, ho una mia pagina sul social facebook che tratta lo Stalking. Faccio parte di tantissimi gruppi che si occupano della tematica, proprio per cercare di dare un modesto aiuto di informazione e prevenzione.

Oggi, malgrado l’entrata in vigore della legge sullo Stalking, prima e successivamente l'esplosione del femminicidio, le querele per violenza e  per stalking sono si  aumentate, ma è pur vero che i femminicidi solo nel 2016 sono 82, dati purtroppo NON ufficiali non essendoci un Osservatorio Nazionale, e che denotano un negativo record europeo.

Non dimentichiamo, che troppo spesso, la violenza domestica avviene nelle quattro mura di casa ed è invisibile.
Sono troppe le vittime che NON denunciano per vari motivi: paura, precarietà delle condizioni economiche, insicurezza della pena e insicurezza dell’intervento dello Stato. Queste sono alcune delle motivazioni per cui molte, troppe vittime, preferiscono subire chiudendosi nel proprio “io”. E’ bene tener presente, che molte vittime davanti agli atti persecutori messi in atto da un altro individuo, NON sanno come muoversi, cosa fare e a chi rivolgersi.

 

 

A questo proprosito ecco alcuni accorgimenti in primis per difendersi :

- Evitare tutti i contatti con lo stalker, è il punto di partenza fondamentale;

- NON chiudersi in se stessi, ma aprirsi e  parlare con i familiari, con gli amici, con un conoscente, con le associazioni, con le Forze di Polizia: insomma parlare con chiunque ma NON chiudersi dentro sè stessi, altrimenti l’ansia, la paura porteranno alla depressione;

- Le vittime devono mostrarsi ferme nella propria decisione di chiudere la relazione, non mostrando alcun dubbio in  merito.

- Conservare le prove di ogni contatto con lo stalker;

- Documentare ogni forma di comunicazione su un diario personale o su un’agenda e conservare tutte le prove;

- Non dimenticare alcuna minaccia scritta o verbale;

- Non distruggere, in un momento di sconforto, i nastri della segreteria telefonica, i biglietti, le lettere, le e-mail o i regali. Le e-mail andrebbero stampate e copiate sul disco fisso, le telefonate andrebbero registrate per giorno e per ora;

- Tenere una documentazione di tutti gli episodi avvenuti, specificando cosa è successo (gli episodi specifici), quando (ora, giorno e data) e dove;

- Portare con sé un telefono cellulare, utilizzando la funzione chiamate rapide o chiamate vocali per contattare un sistema di allarme personale o un sistema di videosorveglianza;

- Cambiare spesso il percorso per andare a casa, al lavoro o a scuola;

- Seguire tutti i piani di sicurezza che si ritengono più opportuni per salvaguardare la propria incolumità.

- NON accettare MAI l'invito all ultimo appuntamento di “riconciliazione “;

- Conservare e raccogliere tutte le prove, la nostra giurisprudenza lo richiede.

 

 

SE le azioni di cui sopra sono insistenti, lesive tanto da incutere ansia, paura per Voi e la Vostra famiglia, rivolgetevi sempre al primo posto di Polizia, per denunciare lo stalker.

SE non si vuole presentare la denuncia/querela, ci si può rivolgere alle strutture/sportelli antistalking che hanno adottato svariate iniziative, in un lavoro di "rete" utile per la protezione di chi subisce violenze, aggressioni o stalking, con l'aiuto di consulenti, psicologi, medici, avvocati. Fondamentale è la presentazione dell' Istanza di Ammonimento al Questore.

Come ho gia’ accennato sopra, la legge sullo Stalking introdotta nel 2009 al fine di prevenire ogni  violenza di questo genere, si è dimostrata lacunosa malgrado gli inasprimenti della pena: purtroppo NON servono leggi piu’ severe, ma l’applicazione delle stesse.

Personalmente, applicandola, studiandola e confrontandomi con tantissime vittime di stalking, ho modificato e integrato la legge sullo Stalking, inseguendo il “sogno“ di portarla all’attenzione degli Organi competenti per intervenire nelle lacune presenti: alcune sono riportate in questo articolo.

Nella consapevolezza che Uniti in un’unica rete possiamo combattere questa tematica, attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, dello stato, delle istituzioni e della società tutta, mi auguro che la mia modifica di legge possa essere messa in atto per combattere efficamente questa piaga che NON deve fare più vittime come è stato fino ad oggi.

Antonio RUSSO

Contatto in Puglia: Antonio Russo
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Dovete scrivete i vostri dati e n. di cellulare.

(Potete anche contattarmi in privato. Il legale organizzera' la giornata in base agli appuntamenti.)

 

Rita ZEPPA

Contatto per Roma e dintorni

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