Mente e Sport: vincere con le visualizzazioni

 

 

"SE VUOI ESSERE UN CAMPIONE, DEVI AVER VINTO NELLA TUA MENTE OGNI CORSA CENTO VOLTE PRIMA DI VINCERLA NELLA REALTA’" 

Spesso, quando non ci sentiamo pronti per affrontare una gara o semplicemente eseguire un gesto tecnico, ci risulta difficile immaginare noi stessi impegnati nelle varie esecuzioni. In queste occasioni se pensiamo all’imminente gara che dobbiamo portare a termine, avremo delle immaginimentali piuttosto "sbiadite" e comunque poco chiare. Al contrario, quando cisentiamo in condizioni ottimali, spesso riusciamo ad anticipare mentalmente anche in modo chiaro e dettagliato le sensazioni visive e muscolari che proveremo successivamente quando realmente eseguiremo l’esercizio.

Alcuni saltatori effettuano naturalmente e spontaneamente questo ripasso mentale; spesso inizia la rincorsa non appena riesce a immaginare una corretta esecuzione del gesto e prova sensazioni positive che si associano a tale immagine, cioè quando si sente di poter eseguire la prova con successo. L’uso delle immagini mentali (visualizzazioni o Imagery), rappresenta unatecnica utilizzata dagli atleti, inserita in un programma riguardante il"Mental Training". E’ stato dimostrato che l’allenamento ideomotorio, cioè la ripetizione mentale di un gesto motorio, come se se lo si stesse eseguendo in quel preciso istante, agisce positivamente sulla sua predisposizione psicologica, ad esprimersi meglio in gara.

 

A seconda della disciplina, l’uso delle visualizzazioni varia in funzione delle stesse; ad esempio nelle prove di salti o di lanci, ci possiamo permettere di visualizzare dettagliatamente le varie fasi dell’esecuzione della prova. Invece, al contrario, in una gara di mezzofondo potrebbe essere più importante concentrarsi su alcune fasicritiche, immaginando per esempio, la progressione dell’ultimo giro e il cambio di ritmo nel rettilineo finale. Le visualizzazioni possono essere usate per migliorare alcune specifiche tecniche, provare mentalmente a perfezionare l’esecuzione del gesto atletico correggendo gli errori che vengono commessi; nel momento in cui si immagina stiamo facendo un vero e proprio allenamento in quanto vengono effettivamente sollecitati i muscoli implicati nell’esecuzione reale del gesto stesso. Immaginare la sequenza della rincorsa per un saltatore, permette allo stesso di correggere mentalmente la propria tecnica e quindi la rincorsa, lo stacco o il valicamento dell’asticella. Oltre ad effetti diretti sulla prestazione, l’Imagery, ha effetti anche sulla autoefficacia e sulla motivazione.


Infatti nel momento in cui l’atleta riesce ad eseguire mentalmente un gesto atletico, riesce anche a capire quale movimento corretto deve eseguire nella realtà. Queste immagini, rappresentano una prima esperienza positiva, accrescono la sua sicurezza e quindi la crescita della sua autostima. L’allenamento fisico, accompagnato dall’allenamento ideomotorio è più efficace. Gli atleti infortunati che si allenano mentalmente, una volta superati i problemi fisici, recuperano più in fretta. Ogni atleta "visualizza" in maniera diversa; alcuni producono immagini vivide e realistiche, sentono tensioni muscolari, fanno lavorare tutti e cinque isensi, altri risultano meno abili, riuscendo ad immagine solo alcuni aspetti di queste attività.

La visualizzazione può essere di due tipi: interna ed esterna; interna quando un atleta "si vede" direttamente mentre compie il gesto; per esempio "si vede" mentre corre i 100 metri, quindi sulla pista, la corsia, gli avversari a fianco, il traguardo che si avvicina; esterna quando l’atleta "si vede" dal di fuori come se assistesse ad un filmato alla televisione. Ogni atleta e ogni persona in generale ha un canale sensoriale privilegiato nel momento in cui produce immagini mentali; durante la visualizzazione possono prevalere immagini visive, motorie, tattili, olfattive, uditive egustative. In certi casi la visualizzazione non viene usata per riprodurre mentalmente il gesto atletico, ma per rievocare delle sensazioni che si associano al successo. Per entrare a fondo nell’esperienza, è bene che l’atleta rievochi le sensazioni che si associano alla propria disciplina e che riesce ad immaginare al meglio.

Per esempio un atleta che riesce bene ad immagine l’odore della pista, può iniziare da questo per poi richiamare alla mente quello che vede, che sente quando si allena o gareggia.Come primo passaggio è bene che l’atleta inizi a esercitarsi con le visualizzazioni in situazioni di rilassamento, in cui abbia la possibilità disentire le sensazioni del proprio corpo che si associano a immagini mentali. Successivamente l’atleta le può utilizzare subito prima di iniziare la gara, che sia un salto o una corsa e quindi prima di posizionarsi sui blocchi di partenza.

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