Psicosomatica e Archetipi: cosa sono e come ci influenzano. La visione di C.G.Jung - Gli archetipi e l'inconscio collettivo

Il termine "archetipo" deriva dal greco antico  col significato di immagine: arché "originale", typos "modello", "marchio", "esemplare", e riguarda un modello contenuto nell'immaginario collettivo che guida l'umanità nel suo cammino indipendentemente dalla cultura ed in ogni momento e in ogni luogo. Gli archetipi esistono all'interno di ciascun essere umano e ci influenzano con il loro alternarsi, guidandoci nel corso della nostra vita in tutte le sfere, nelle scelte, spesso in modo inconscio come forme che risiedono nella nostra psiche.

La parola o termine "archetipo", come potete trovare sia in molti libri che nel web, viene oggi usato in vari ambiti: in quello filosofico, per indicare  la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l'idea platonica); nella mitologia indicava le forme primitive che erano alla base delle espressioni mitico-religiose dell'essere umano; in psicoanalisi da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell'inconscio umano; in linguistica per  esprimere il concetto di "archistruttura", cioè una forma di scrittura ideale che preesisteva all'interno dell'uomo prima ancora della creazione del linguaggio; in narratologia, i metaconcetti di un'opera letteraria espressi nei suoi personaggi e nella struttura della narrazione. E' anche utilizzato in filologia per indicare la copia non conservata di un manoscritto (l'originale) alla quale risale tutta la tradizione (le copie del manoscritto originale).

Alcuni di questi archetipi prendono il nome di Ombra, Vecchio Saggio, La Grande Madre, Il Mago, Il Sé, Il Bambino Interiore, Il Guerriero, La Femmina Interiore, Il Maschio Interiore, Il Folle, Il CreatoreIl DistruttoreIl Sovrano, L'Angelo Custode ecc. ecc. e ci aiutano quando si lavora sulla "guarigione", ad affrontare la giusta trasformazione che ci necessita per raggiungere un armonico equilibrio interiore. Il loro alternarsi ci offre una vasta gamma di risorse a cui possiamo attingere in determinati momenti della nostra vita, dove ci troviamo ad affrontare delle sfide importanti.

Ogni archetipo ha in sè sia la sua Ombra che un disequilibrio che si evidenzia sul piano fisico, emozionale, mentale e spirituale e la malattia è il linguaggio che il nostro adopera per far si che ciascuno di noi attivi un archetipo nel suo aspetto di Luce invece che nel suo aspetto Ombra. Vediamo tra quelli sopra elencati, le varie alternanze di Luce ed Ombra:

L'Ombra racchiude in se tutto ciò che non si vuole riconoscere come proprio in quanto giudicato negativo o male interpretato nella coscienza e che, per difendere la propria personalità, si tende ad allontanare. Troviamo anche dei tratti psichici non vissuti o vissuti solo in parte, in quanto ritenuti pericolosi. L'Ombra dell'Ombra è il non saperla riconoscere, quindi la non consapevolezza degli aspetti d'Ombra e il rifiuto di essi.

Il Vecchio Saggio rappresenta quella parte che sa e che opera al livello del Sé e desidera comprendere il vero senso dell'esistenza in costante ricerca della verità. l'Ombra del Vecchio Saggio è l'insofferenza verso chi ancora non sa e non conosce.

Il Mago è forse l'archetipo della Guarigione: spinge a realizzare i sogni attraverso la conoscenza che esiste un legame tra tutto ciò che ci circonda, legando le cose tra loro. Sa' che è possibile trasformare la raltà in tutte le sue forme, da quella mentale, psichica, spirituale e fisica. lOmbra del Mago è l'egoico desiderio di stupire.

Il Bambino Interiore è la parte bambina che vive da sempre dentro di noi a prescindere dall'età. I suoi messaggi continui dei quali non si è consapevoli spesso appartengono alla parte bambina ferita o gioiosa che prova e noi con lei, e che racchiudono stati d'animo, emozioni e bisogni. Il rifiuto della parte adulta è l'Ombra del Bambino Interiore.

Il Guerriero è l'Eroe in grado di trasformare ed affrontare le prove dell'esistenza senza indietreggiare mai, accettando di lottare o difendersi per modificare una situazione disagevole o inseguire il proprio ideale per cambiare la vita e il mondo. L'Ombra dell'Eroe è rappresentata dalla violenza e dalla sconsideratezza.

Il Maschio e la Femmina Interiore rappresentano l'energia archetipica maschile e femminile. Il rifiuto e la negazione del Maschile è l'Ombra della nostra Femmina Interiore, mentre quello del Femminile lo è del nostro Maschio Interiore.

Il Folle quando è attivato, permette di vivere ogni istante della vita con gioia, consapevole della bellezza e dell'abbondanza che è espressa nel mondo circostante. L'Ombra del Folle è rappresentata dalla mancanza di radicamento.

Il Creatore è attivo quando si è consapevoli del proprio ruolo di cocreatore della realtà al posto della personalità, divenendo così il solo responsabile degli eventi della propria vita. L'Ombra del Creatore è la sindrome d'onnipotenza.

Il Distruttore quando è attivo, ci aiuta a lasciare andare tutto quello che non ci serve più. La sua ombra è l'incapacità di discernimento verso ciò che deve essere salvato oppure no, commettendo così l'errore di fare tabula rasa.

Il Sovrano ci aiuta ad assumerci la responsabilità totale nella vita, risanando così le ferite e armonizzando ciò che non è in equilibrio. L'Ombra del Sovrano è rappresentata dalla smania di potere.

L'Angelo Custode è a tutela dei bisogni del Bambino Interiore, in quanto è dedito all'aiutare senza creare dipendenza chi ne ha bisogno attraverso l'accudimento. l'Ombra dell'Angelo Custode è la creazione di dipendenza.

Lo stesso principio lo ritroviamo anche all'interno della visione sciamancia, dove ad esempio gli archetipi  del "mondo di sotto", sono rappresentati dagli animali totem. Infatti, quando ci si appresta a sperimentare un "viaggio sciamanico", l'animale totem o animale del potere che emerge dal proprio inconscio, aiuterà la persona di volta in volta ad attingere alle risorse che caratterizzano quel determinato animale in quanto rappresenteranno un vero e proprio completamento interiore che andrà a riempire una "carenza" che si viene a manifestare in quel momento della propria vita a livello di risorse. (vedi nella sez. Eventi - Viaggio Sciamanico: alla ricerca dell'Animale Totem.)

 

Per approfondire il significato del termine archetipo, conoscere le caratteristiche di alcuni archetipi e come ci influenzano, comprendere meglio cosa si intende per inconscio collettivo, da un punto di vista medico, prendo come riferimento il Dott. Carl Gustav Jung attraverso questo articolo preso dal web.

Carl Gustav Jung - Gli archetipi e l'inconscio collettivo

Archetipo

Termine che nella teoria psicoanalitica di Carl Gustav Jung si riferisce a una rappresentazione mentale primaria, che fa parte dell'inconscio collettivo e si manifesta in simboli presenti in tutte le culture e in ogni epoca storica. L’archetipo è il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità relative agli aspetti fondamentali della vita. Non è possibile entrare in rapporto diretto con l’archetipo, ma si possono percepire i suoi effetti, come immagini simboliche, in ogni genere di manifestazione psichica: sogni, sintomi nevrotici, visioni, arte, fantasia, prodotti dell’immaginazione libera, oltre che nei miti, nelle fiabe e nella religione.

Gli archetipi che rappresentano le strutture psichiche di base si sono sviluppati come nuclei psichici separati; essi sono la Madre, il Senex, il Puer, l’Ombra, la Persona, l’Anima, l’Animus e il Sé.

 

L’archetipo della Madre si riferisce a una immagine della figura materna a cui la madre reale viene assimilata nella psiche individuale. Tale archetipo viene proiettato sulla madre concreta, attribuendole potenza e fascino. Il prototipo di madre ereditato dal bambino influenza in maniera determinante l’idea che egli si formerà della propria madre. L’immagine primordiale della madre si manifesta sotto molte forme, ad esempio la “vecchia saggia” o la “dea della fecondità”, nel suo lato positivo, la “strega” o la “madre terribile” in quello negativo. Come tutti gli archetipi, infatti, la Madre presenta aspetti di luce e di ombra.

L’archetipo del Senex (in latino “vecchio”) racchiude, nel lato positivo, caratteristiche psicologiche come stabilità, maturità, saggezza, senso di responsabilità; in senso negativo si riferisce ad atteggiamenti derivanti da eccessivo tradizionalismo, dispotismo, cinismo e mancanza di fantasia.

L’archetipo del Puer Aeternus (in latino “fanciullo eterno, divino”) deriva da un dio dell’antichità, successivamente identificato con Dioniso e con Eros. È il dio della giovinezza, della vita, della resurrezione dopo la morte, del rinnovamento. Nella psicologia analitica junghiana questa definizione viene attribuita a una personalità maschile che, in età adulta, ha ancora le caratteristiche dell’adolescenza e una dipendenza troppo forte dalla madre. Si manifesta, nel lato negativo, come rifiuto di assumere responsabilità, in quello positivo, invece, risveglia le risorse creative e le capacità di rinnovamento della psiche.

L’archetipo dell’Ombra rappresenta una parte inconscia della personalità, contraddistinta da inclinazioni e comportamenti (sia negativi che positivi) rimossi dall’Io cosciente. Nei sogni compare sotto forma di una persona dello stesso sesso del sognatore. Il riconoscimento della propria Ombra, generalmente, implica una crescita nel processo di evoluzione psicologica.

L’archetipo della Persona (in latino “maschera dell’attore”) esprime il ruolo sociale, derivante dalle aspettative della società e dell’educazione. L’Io equilibrato è in rapporto con il mondo attraverso una Persona adattabile. L’identificazione con la Persona, cioè con il proprio ruolo sociale, è in contrasto con lo sviluppo psicologico.

L’archetipo dell’Anima (in latino “anima”) denota la parte inconscia femminile della personalità dell’uomo. Nei sogni è rappresentata da immagini di donne di vario genere: dalla seduttrice alla guida spirituale. L’Anima rappresenta la funzione relazionale (eros), quindi la sua evoluzione nell’uomo si manifesta nel modo di rapportarsi alle donne. L’identificazione con l’Anima può avere come conseguenza l’emergere di tratti psicologici come volubilità, eccitabilità, melanconia.

L’archetipo dell’Animus (in latino “spirito”) definisce l’elemento maschile dell’inconscio femminile. Costituisce la funzione razionale (logos) e compare nei sogni come figura maschile. L’identificazione con l’Animus può manifestarsi con caratteristiche di ostinazione, durezza, sfida, mentre nell’aspetto più positivo mette in relazione la donna con le energie creative dell’inconscio.

Il Sé è l’archetipo dell’unità e della totalità della psiche, sulla quale esercita un effetto ordinatore. Si manifesta nelle visioni, nei sogni, nei miti e nelle fiabe come “personalità di grado superiore”, ad esempio come figura regale o eroica oppure, in forme astratte, come cerchio, quadrato, mandala.

Inconscio collettivo

Nella psicologia analitica di Carl Gustav Jung, parte dell'inconscio che comprende le esperienze di tutte le generazioni passate, a partire dai primordi dell'umanità. Ogni persona, attraverso l’inconscio collettivo, è riportata alle possibilità ereditarie della psiche, comprese quelle inerenti alle origini animali.

L’inconscio collettivo è impersonale e universale, è pressoché invariabile e regolare, si esprime nel linguaggio del mito e della psicologia arcaica, e ha fondamento nel corpo. È composto da due versanti: quello degli istinti e quello degli archetipi. Gli istinti sono descritti da Jung come modi tipici dell’agire, in quanto spingono l’uomo a un comportamento umano. Gli archetipi sono definiti modi tipici della comprensione e percezione umana e dell’adattamento all’ambiente.

Si possono ritrovare le manifestazioni dell'inconscio collettivo nella storia e nella cultura dei diversi popoli e, in particolare, nei simboli che popolano i sogni, nelle allucinazioni degli psicotici, nei miti e nei riti delle religioni, e nelle opere d'arte. Jung definisce l’inconscio collettivo un mondo d’immagini.

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