Approfondimenti sul Reiki e sul suo utilizzo all'interno delle strutture sanitarie pubbliche e private

Il mio percorso con il Reiki comincia nel 2008, percorso che "non casualmente" ho intrapreso quando decisi di prendere il primo livello. Da subito ho potuto constatare la sua meravigliosa energia e come essa opera donando intuizioni, nuove prospettive di vita, visioni e consapevolezza non solo a me, ma anche alle persone che attraverso di me venivano trattate con il Reiki. Nel 2010 presi il secondo livello, e con esso ho costatato in che modo questa meravigliosa energia si manifestasse più palesemente nella mia vita e in quella delle persone che ne vengono a contatto, tanto che oggi sono una Master Reiki.

Non si può parlare di Reiki senza parlare di profonda spiritualità, legata al percorso della Ricerca del Sè in quanto lo Spirito di per sé  è la realtà suprema nel suo aspetto trascendente, assoluto e privo di ogni limitazione, che a seconda della consapevolezza, si avvicina a chi ne richiede la presenza. Il Reiki in questa prospettiva, è un modo con cui l'essere umano si avvicina allo Spirito attraverso un'iniziazione data da un Master Reiki, il quale seguendo passo passo l'evoluzione del reikista emergente, lo indirizza verso il proprio percorso nella Ricerca del Sè attraverso l'attivazione di vari livelli (generalmente tre, ma c'è chi ritiene che vi debba essere anche un quarto passaggio per ottenere il Master). Non necessariamente questi livelli devono essere presi attraverso lo stesso Master, in quanto questo è un percorso soggettivo che sottostà alle esigenze del reikista e quindi soggetto alla sua stessa evoluzione. Io stessa in questo lungo percorso, ho avuto tre Master Reiki. Essendo convinta che "ogni cosa a suo tempo ed ogni tempo per ogni cosa", non mi sono mai posta  il problema più di tanto, in quanto sino ad ora ho avuto delle esperienze meravigliose con tutto questo percorso,a cui ho dedicato  e dedico tempo nella ricerca della vera comprensione di ciò che accade a me e alle persone durante i trattamenti.

E' importante sottolineare che le esperienze con il Reiki, non sono per tutti uguali, ed ho constatato di persona come per ciascun essere esso agisca li dove occorre, sia a livello fisico, psichico, emozionale e spirituale, questioni queste che tratterò in un'altro articolo dove descriverò le esperienze a cui ho preso parte durante i trattamenti. A scanso di equivoci, voglio precisare che le mie parole non vanno interpretate come se io stessi affermando che ho chissà quali poteri che manifesto durante i trattamenti Reiki, ne che tale pratica debba essere intesa in sostituzione della medicina ufficiale, ma bensì intrapresa in sinergia con le terapie mediche al fine di aumentare il potenziale di guarigione di chi soffre: a questo proposito  più avanti troverete un elenco degli ospedali sparsi nel mondo in cui questa pratica è entrata a farne parte. Per una maggiore comprensione intanto spiego più nel dettaglio cosa si intende con il termine Reiki, rifacendomi al libro "Il Grande Manuale del Reiki" (U. Carmignani, A.Magnoni, S.Oggioni).

 

Spiegazione del simbolo a partire dall'alto dell'ideogramma

"L'ideogramma Reiki si può interpretare secondo differenti punti di vista. Una prima prospettiva lo vede come simbolo del Macrocosmo, ossia una dimensione universale assimilabile al Tao. Una seconda chiave di lettura lo vede come simbolo del Microcosmo, ossia la dimensione della natura e dell'uomo. Nel vuoto biancore, nello spazio eterno e infinito la prima pennellata, il primo segno simboleggia la nascita del Cielo, il Principio Creatore, l'Uno.

E' questa la Dimensione del Macrocosmo, la Creazione dell'Universo, del Tempo e dello Spazio, da parte di un Potere Soprannaturale.

In questo Cielo si muovono le nebulose, le galassie, ma anche le nuvole, le stagioni, le esistenze, le emozioni, non pensieri, gli stati d'animo. Dall'Uno nasce il Due, la polarità, l'aspetto duale della Luce e della Realtà.

Un tratto centrale, verticale, l'Energia creatrice, lo Spirito aleggia sulle acque. Nel Microcosmo il lento addentrarsi di nubi origina la pioggia, un tuono, forse un lampo e l'energia del Cielo discende sulla terra in forma di piccole gocce di acqua.

Il Due si manifesta come il Tre. Lo Spirito scende sulla materia, la permea di sé, la pervade e la anima. E giù sulla terra, tre bocche (il Tre, ossia la Vita) si aprono per ricevere la poggia, corolle di fiori, campi riarsi, bocche di uomini stupiti, bocche di animali assetati, bocche parlano al cielo per ringraziare Dio dei doni dello Spirito, bocche si aprono alla preghiera.

L'ultima parte dell'ideogramma Rei rappresenta uomini e donne posti tra Cielo e Terra, per essere tramiti e partecipi attraverso la loro vita. Uomini e Donne vivono, danzano, pregano, ringraziano, costruiscono un tempio, il tempio del corpo e dell'esistenza. la Vita genera l'Uomo, la Donna e i Diecimila Esseri.

Tao, infinito, vuoto, Dio, Energia, Cielo, Nuvole, Pioggia, Uomini e Donne, Esseri Viventi...L'ideogramma REI è completato, l'immagine evoca un Macrocosmo permeato di forza creatrice e nello stesso tempo, come un dipinto, un microcosmo di creatur che attendono lapioggia come la più grande delle benedizioni e guardano al cielo con timore e trepidazione.

Nell'ideogramma del Ki, tutto sembra riprodurre in piccolo quello spazio infinito in cui la potenza attende di divenire atto. Una pentola che bolle, sbuffi di vapore...ma anche nuvole e nubi che si addensano e pioggia che scende ed evapora...l'anima. Con un poderoso salto simbolico abbiamo trasceso il tempo e lo spazio, le nuvole sono dentro di noi, sono i nostri stessi sentimenti, la pioggia è la nostra capacità di scendere dentro noi stessi per rivelare la nostra vera natura. L'acqua ritorna verso l'alto, è la nostra anima, evapora verso il cielo, segno del nostro desiderio di Dio. La discesa dell'Energia Divina ci ha sospinti nelle profondità del nostro essere ed è qui che incontriamo il centro, il nucleo, l'essenza della nostra identità: l'atomo, il costituente base della materia, vorticante di energia, con il suo nucleo e i suoi elettroni.

Ma è anche un seme, un piccolo chicco di riso, una ghiandola che racchiude la quercia e simboleggia la nostra vera vita, la realizzazione delle nostre potenzialità. Il Ki è  dunque l'Essenza stessa della vita, la Materia che costituisce l'Universo, la Forza Vitale che dall'interno anima gli esseri e li sospinge verso il compimento del loro destino. REIKI significa dunque nutrire il seme della nostra essenza con la pura energia dello Spirito, perchè la nostra vita possa germogliare, radicarsi e crescere in forza e grandezza."

I Fondamenti Scientifici del REIKI

Un'altro interessante punto di vista sul Reiki, lo trovate su questo articolo che gentilmente la mia amica Angela Chiumenti, (reikista anche lei e operatrice volontaria presso l'ospedale San Filippo Neri) mi ha messo a disposizione. Questo articolo mette in correlazione il Reiki e le recenti scoperte della fisica. Non che il Reiki a mio avviso ne abbia bisogno al fine di convincere le persone che effettivamente funziona come tecnica  "dolce" nel trattamento di supporto e  come tecnica integrativa nella terapia del dolore sia in generale che nello specifico, ma solo per evidenziare come anche alcune scoperte della fisica, sembrino collimare con i principi del Reiki (come è anche riportato sopra "...l'atomo, il costituente base della materia, vorticante di energia, con il suo nucleo e i suoi elettroni".).

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"Le scoperte della fisica del ventesimo secolo hanno profondamente cambiato la visione della realtà aturale. La teoria della relatività di Einstein ha dimostrato che la materia è una forma di energia e la meccanica quantistica ne ha evidenziato la natura "ondulatoria". Per esempio l'atomo può essere descritto come un sistema formato da onde recanti energia ed "informazione": a questo livello la natura rivela la sua intima intelligenza. Oggi sappiamo che l'attività mentale è dovuta a processi chimici e fisici che avvengono nel cervello e nel sistema nervoso, a livello molecolare, atomico e forse anche subatomico, cioè a livelli descritti dalla meccanica quantistica. Le teorie più recenti della fisica intendono dimostrare che le quattro forze fondamentali (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare forte e nucleare debole) sono aspetti di un solo "campo unificato", come era già stato ipotizzato da Einstein. Quindi è ragionevole cercare la relazione tra la mente dell'uomo ed il campo unificato, che è l'ambito fondamentale in cui avvengono i fenomeni quantistici.. 

Il corpo umano - inteso in senso olistico come un tutt'uno costituito da corpo e mente - è raffigurabile - e comprensibile - come un insieme di energie con frequenze vibrazionali ben precise e “funziona” in maniera normale e fisiologica fino a quando l'interscambio di informazioni tra le diverse frequenze vibrazionali resta invariato nel suo contesto naturale. Il Reiki si ispira al modello energetico della fisica quantistica che considera il corpo non solo nella sua materialità fisica o chimica, ma come Energia Vitale che si esprime biologicamente nelle reazioni biochimiche e biofisiche che avvengono nelle cellule. 

Nella tecnica del Reiki, poiché siamo esseri energetici in un universo fatto di energia, l'operatore Reiki capta le onde elettromagnetiche presenti nell'aria (tutte, di ogni frequenza) come se lui stesso fosse un'antenna e le trasforma nella frequenza più affine a quella umana, adatta cioè ad essere assimilata. Le mani di un reikista irradiano infrarossi in quantità maggiore rispetto ad un non reiksta: non si vedrà sulle mani luce visibile (riferimento alla “Legge della fotoluminescenza” - che indica l'insieme dei processi grazie ai quali determinate sostanze assorbono, sotto l'effetto di una radiazione elettromagnetica incidente, fotoni per poi riemetterli esse stesse in tutte le direzioni) ma verranno percepiti sotto forma di calore dalla persona “trattata”. Aprendo una parentesi sugli infrarossi possiamo ricordare che da oltre vent'anni in occidente “la luce che cura” è alla base delle terapie fisioterapiche ad infrarossi che utilizzano vari tipi di macchinari radianti raggi infrarossi alla frequenza adatta al corpo umano, quindi facilmente assimilabili e direzionabili. I primi impieghi si sono visti con successo sull'apparato scheletrico e muscolare, per facilitare il saldarsi di fratture e micro lesioni che non trovavano altra soluzione attraverso le terapie convenzionali o come terapia del dolore e delle infiammazioni. 

Ad oggi, non ci sono ospedali o centri riabilitativi che non pratichino la terapia ad infrarossi. L’energia calda degli infrarossi può essere “fotografata” e registrato dalle più moderne strumentazioni mediche utilizzate in campo diagnostico per capire dove e se esista una disfunzione: gli apparecchi rilevatori di infrarossi indicano, ad esempio, una cattiva circolazione del sangue. Gli apparecchi scientifici emettitori di infrarossi a scopo terapeutico fanno quello che il reikista fa con le sue mani, cioè trasformano l'energia (elettrica per le macchine) in raggi infrarossi. Esistono in commercio anche strumentazioni ad uso privato, per ogni scopo o patologia, poiché ciascun organo del corpo necessita di una frequenza infrarossa differente; ad es. strumenti per rivitalizzare l'epidermide e favorire l'assorbimento di alcuni principi attivi, oppure stick infrarossi contro l'herpes labiale. Il Reiki è invece biocompatibile per natura e non presenta difficoltà di utilizzo. Si possono condividere alcuni principi fondamentali del “trattamentoReiki, inserendoli nella prospettiva della medicina energetica. L’Energia Reiki si traduce in Effetto Fisico, non Effetto Placebo. Quando un paziente o il medico stesso crede fortemente che un trattamento gioverà, proprio quella convinzione può creare un favorevole cambiamento fisico: questo fenomeno – effetto placebo – non deve essere confuso con il successo ottenuto tramite trattamenti ReikiKrinsley D. Bengston, , ha constatato nei suoi esperimenti attenti e differenziati un 87,9% di pieno successo dopo trattamenti Reiki offerti. Lo stesso Bengston affermerà: "I risultati del mio accurato lavoro sono entusiasmanti: i trattamenti Reiki non hanno nulla a che fare con l’effetto placebo, si riscontra piuttosto un responso diretto e rimarchevole utilizzando l’energia sprigionata attraverso le mani dell’operatore (…)".
(Krinsley D. Bengston – The Effect of the Laying On of Hands , Journal of Science Exploration,
2000)
Reiki produce onde elettriche e magnetiche che possono essere misurate: certificazioni, elaborati, testi specifici ne testimoniano gli effetti indiscutibili.  Il Dr. James L. Oschman, uno fra i più autorevoli scienziati di medicina energetica dichiara: “..noi stessi siamo energia elettrica e magnetica...possiamo misurarlo, e saperne di più sulla nostra condizione(…)”. Gli effetti dei campi magnetici appartengono all’intero sistema vivente, e possono essere evidenziati da strumentazioni magnetonometre e lo SQUID (superconducting quantum interference device).
(James L.Oschmann – Energy Medicine: The Scientific Basis / Energy Medicine in Therapeutics and
Human Performance)
La misurazione di campi biomagnetici è stata argomento emergente parallelamente all’avvento della fisica quantistica. In occidente prevale un orientamento “tecnologico” sia per diagnosi che per trattamenti: risonanze magnetiche, pacemaker, defibrillatori, laser e altro. Elettrocardiogramma ed encefalogramma sono utilizzati da quasi un secolo, dunque l’approdo a risposte biomagnetiche ci appartengono ormai da molto tempo. Negli anni ’70 ogni ricerca a tale proposito ha condotto ad una affermazione inconfutabile: si possono stimolare processi di crescita e di risanamento. Nelle fratture ossee, ad esempio, la terapia elettromagnetica registra pieno successo: il range di frequenza necessario è di 7 Hz. Gli impulsi magnetici registrati dalle mani degli operatori Reiki sono parimenti comprovati, livelli elettromagnetici di bassa frequenza: 2 cicli al secondo (Hz) per rigenerazione nervina, 7 Hz per la ricrescita ossea, 10 Hz per rigenerazione dei legamenti e 15 Hz per formazione capillare. Gli operatori Reiki descrivono tali impulsi come “una canalizzazione” di Energia Universale: per meglio dire i reikisti sono conduttori di ‘frequenze universali’ che utilizzano per stimolare l’autoguarigione e per armonizzare.
(Tamisha Sabrina – The Science Behind Reiki: What Happens in a Treatment – The UK Reiki
Federation)

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L'efficacia del Reiki come terapia antidolore per tranquillizzare e rasserenare i pazienti

Sono sempre più convinta che il Reiki sarà destinato a svolgere un ruolo importante all'interno delle strutture sanitarie grazie alla sua efficacia sempre più riconosciuta, agli operatori non volontari e all'opera di tanti operatori volontari che vogliono dedicarsi ad aiutare chi soffre. I trattamenti Reiki hanno dei costi che variano a seconda della coscienza dell'operatore.

Il primo reparto di ospedale in cui si inizia a utilizzare il Reiki è spesso, non a caso, quello di oncologia. Di seguito ho riportato qualche esempio di ospedale che utilizza il Reiki a questo scopo, in Italia e nel mondo. Iniziamo intanto con un' intervista della Dott.ssa E. Cofrancesco che scrive su Riza Scienze di gennaio 2002 (pag 46):

"Reiki affianca le terapie convenzionali in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo. Trattandosi di una tecnica "dolce" di distensione e analgesia e presentando il vantaggio di essere a basso costo, facilmente riproducibile ed alla portata di tutti, si presta molto bene come trattamento di supporto e integrativo nella terapia del dolore del malato cronico (artritico, artrosico, fibromialgico), nel male di schiena (back pain), nella cefalea e nel malato oncologico. Nel malato oncologico si è dimostrato utile come trattamento palliativo anche durante i cicli di radioterapia e chemioterapia nel controllo dei sintomi collaterali (sispnea, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea). Per lo stato profondo di rilassamento che può indurre, associato ad uno stato di coscienza di tipo meditativo, Reiki può essere di aiuto e di sostegno psicologico anche nell'ammalato terminale. Presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center a New York è utilizzato tra le tecniche palliative individuali di sostegno al malato oncologico, inclusi i pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo. A Milano, presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell'Ospedale S. Carlo Borromeo, Reiki è utilizzato come tecnica integrativa di rilassamento e analgesia in pazienti affetti da emicrania.

Così pure è segnalato l'uso di Reiki in numerosi altri centri, come il California Pacific Medical Center (CA), il Portsmouth Regional Hospital (NY), il Marin General Hospital a nord di S. Francisco (CA) e molti altri. In questi centri, statunitensi e del Canada, Reiki è utilizzato per lo più dal personale infermieristico e dai fisioterapisti e rientra nel curriculum formativo di queste figure professionali. Inoltre è utilizzato anche da volontari. In questi centri Reiki è utilizzato come un "supplemento" e non come un "sostituto" della terapia convenzionale, e quindi come terapia "complementare" e non come terapia "alternativa" alla terapia ufficiale. Viene utilizzato quindi in pazienti con una diagnosi ben circostanziata e che stanno già ricevendo il trattamento ottimale secondo il sistema medico convenzionale."

ITALIA

In Italia il Reiki viene effettuato ai pazienti secondo tariffario del S.S.N. al Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano, all’Ospedale Versilia dell’Azienda Sanitaria della Regione Toscana ed al Policlinico di Roma.
Vi è da segnalare inoltre la significativa esperienza del C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino) dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino Ospedale Molinette.
Qui dal 2003 un progetto pilota sta svolgendo un’indagine, in collaborazione con il personale medico, sull’efficienza dei trattamenti Reiki nell’accompagnare dei malati oncologici nel corso delle diverse fasi della malattia. Il paziente è seguito da un’equipe composta di differenti figure professonali: un medico, uno psicologo, il personale infermieristico, gli operatori Reiki dell’associazione Cerchio di Luce.
Il progetto sta incontrando un vasto consenso fra i pazienti e dal 2005 i trattamenti di Reiki sono inseriti nella Guida ai servizi aziendali e territoriali COES e sul sito ufficiale reteoncologicapiemontese.it dell’Ospedale Molinette di Torino.
Qui di seguito uno stralcio dall’articolo, che parla dei risulati raggiunti al termine della prima fase di sperimentazione (visto il successo il progetto è stato rinnovato), apparso il 2 febbraio 2007 nella cronaca di Torino di “La Repubblica”:
“(…) Dall’esperienza di altri paesi nel mondo, [il reiki] è arrivato negli ospedali ache in Italia ed è stato sperimentato tra i pazienti oncologici in un primo studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il risultato è a dir poco sorprendente: il 98 per cento delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico.
La sensazione descritta è di un sensibile calo dell’ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell’umore. In una piccola percentuale (il 10 per cento) i pazienti hanno dichiarato di aver avvertito anche una riduzione del dolore. (…)”.
Nella stessa data anche Torno Cronaca e La Stampa ne hanno parlato. Quest’ultima specifca che:
“Lo studio effettuato sull’efficacia del Reiki (…) in integrazione alle terapie dei pazienti con neoplasie avanzate rivela che i 94 trattamenti esegiti hanno portato beneficio nel 98% dei casi. Il benessere è prodotto da un effetto di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell’umore: lo stato emotivo di tranquillità in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni dopo il trattamento. (…). Alcuni pazienti hanno riferito di aver notato un miglioramento della qualità del sonno. (…)”
Da notare che i risultati di ci sopra sono stati raggiunti con soli quattro trattamenti di Reiki per paziente.
Nel Reparto Oncologico dell’ospedale Cardinal Massaja di Asti è stata avviata nel 2008 una ricerca scientifica (approvata dal Comitato etico di Alessandria) sulla valenza dei trattamenti reiki per gli ammalati sottoposti a chemio o radioterapia. Da notare che il reparto, diretto dal primario Franco Testore, ha ottenuto, sesto in Italia, l’accreditamento all’eccellenza ed è stato segnalato tra i 5 migliori del paese per l’umanizzazione delle cure.

BRASILE

Estratto da un aricolo di Lorraine Rossignol “La città dell’utopia” pubblicato su Le Monde, ottobre 2004 e riguardante Altinopolis, città brasiliana dello stato di Sao Paulo:
L’ospedale di Altinopolis presenta cifre stupefacenti: dall’elezione del nuovo sindaco, Dott. Ernani, il numero di bambini morti alla nascita è sceso a 3 ogni mille abitanti (mentre è il 30 per mille in Brasile e il 5 per mille in Europa, secondo l’Istituto brasiliano di statistica e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità). (…)
Il programma “Salute nella famiglia” ha portato con sé una piccola rivoluzione. Fondato su una logica preventiva rigorosa, si basa sul ricorso sistematico e gratuito, oltre che alla medicina occidentale, anche alle medicine orientali o alternative come agopuntura, reiki, auricoloterapia e massoterapia. E tutto il personale medico della città ha ricevuto una formazione idonea.
Non stupisce che in queste condizioni il numero di bambini malati che devono passare la notte in ospedale sia nettamente diminuito. Quest’approccio alla salute comincia a essere imitato anche nelle città vicine, come Ituveraba e Sao Joaquim de Barra.

SVIZZERA

In Svizzera alcune assicurazioni e casse mutualistiche rimborsano i trattamenti di Reiki. Ecco una lista:
Groupe Mutuel (5, rue du Nord 1920 Martigny Tel. 0848 803 111), gruppo che comprende 15 assicurazioni diverse, che per brevità non sono qui elencate.
Intras (Direction Générale 10, rue Blavignac 1227 Carouge Tel. 022 8279292)
Swica (39, Boulevard de Grancy 1006 Losanna Tel. 02116130404)
La Caisse Vaudoise (11, rue de Carojine CP 288 1001 Losanna Tél. 021 3482511)
Supra (35, Chemin de Primerose 1000 Losanna 3 Cour Tél. 021 6145454)

U.S.A.

Memorial Sloan-kettering Cancer Center – New York – L’ospedale propone il Reiki come terapia individuale per i degenti, a richiesta di questi ultimi. Nell’ospedale inoltre ci sono 6 dottori e 25 infermiere che usano Reiki. I corsi sono stati tenuti da Marylin Vega, che esegue trattamenti di Reiki ai malati, inclusi malati di cancro e trapiantati ai reni.
Manhattan Eye, Ear and Throat Hospital – New York-Marylin Vega esegue trattamenti Reiki pre/post operazione e a malati di ogni genere.
Women&Infant Hospital – Providence, Rhode Island.
Reiki Clinic nel Dipartimento di Oncologia, gestita da Ava Wolf e Janet Wing.001 401-727-3034- Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Rhode Island State Nurse’s Association – Al suo interno si effettuano training di Reiki per infermieri. La formazione è gestita da Ava Wolf e Janet Wing – 001 401-727-3034 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tucson Medical Center (TMC) – Arizona -Dal 1995 si eseguono trattamenti Reiki ai pazienti nei loro letti, per opera di volontari. Il Reiki si è diffuso prima in Oncologia, e poi gradualmente anche negli altri reparti. -Programma gestito da Sally Soderlund, infermiera, Support Service Coordinator for Oncology (001 520 3242900).
Portsmouth Regional Hospital – New Hampshire Reiki offerto sistematicamente come servizio per i pazienti del reparto di Chirurgia dell’ospedale, da parte dei 20 membri formati al Reiki. Più di 400 pazienti hanno ricevuto trattamenti pre o post operazione dal 1997 ad oggi. Programma gestito da Patricia Alandydy, infermiera, Assistand Director of Surgical Service.Patricia: 001 603 433 5175
California Pacific Medical Center – North California – E’ uno dei più grandi ospedali della California. Al suo interno usa molte medicine complementari, tra cui Reiki. Programma gestito da due medici, Dr. Mike Cantwell e Dr. Amy Saltzman con successo: la lista di attesa è spesso sopra i 100 pazienti. I pazienti che reagiscono bene ai trattamenti di Reiki partecipano ad un corso di Reiki in modo da continuare ad auto-trattarsi, liberando il personale interno all’ospedale che può così trattarne altri. Dr. Cantwell: 001 415 923 3503
University of Michigan Medical School
Mary Lee Radka, infermiera, gestisce i corsi di Reiki all’interno dell’ospedale destinati a infermieri ed allo staff ospedaliero. Nell’ospedale è usato il Reiki, tra l’altro anche nel pronto soccorso.

Ospedali del New England (USA)

Più di una dozzina di ospedali della regione hanno formato il loro staff al Reiki e lo applicano come cura complementare. Libby Barnett e Maggie Chambers sono i Reiki Masters: 001 603 654 2787.
Columbian Presbyterian Medical Center – New York
Dr. Mehmet Oz, noto cardiochirurgo, si fa aiutare da Julie Motz (operatore Reiki) durante le operazioni a cuore aperto ed i trapianti di cuore con ottimi risultati sul decorso post-operatorio.
Marin General Hospital – Marin, California
Julie Motz (operatore Reiki) ha sperimentato Reiki durante le operazioni (ad. es. mastectomia) con ottimi risultati.
Albert Einstein Healtcare Network – Philadelphia
True Gala conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki in casi di AIDS avanzato. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dana-Farber Cancer Institute – Boston- Le cure complementari (CAM), tra cui Reiki, sono state integrate alle normali cure oncologiche. Conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki ed altre discipline in oncologia. Informazioni sul database del CRISP
Warren Grant Magnuson Clinical Center of the National Institutes of Health (NIH)
Ann Berger, responsabile del Pain and Palliative Care Service (Servizio Dolore e Cure Palliative) dell’ospedale, nel 2000 ha introdotto il Reiki con successo in quest’ambito: Per maggiori informazioni contattare Pamela Miles, che ha scritto un articolo sull’uso del Reiki in questo ospedale. http://www.pamelamilesreiki.com

 

 

 

 

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