La Ghiandola Pineale, il suo ruolo nell'apertura della dimensione mentale sottile e la mia esperienza personale

In questo articolo, riporto alcune informazioni interessanti trovate nel web che possono aiutare a comprendere l'importanza  che viene attribuita alle varie tecniche di meditazione e tecniche energetiche al fine di "attivare" quanto più possibile questa ghiandola. Cercherò di riportarne sia l'aspetto puramente fisico del suo funzionamento che quello legato all'aspetto metafisico che le viene attribuito sin dai tempi dell'antichità, oltre che la mia testimonianza basata sulla mia personale esperienza al riguardo.

Ghiandola Pineale

(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.)
La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di una nocciola, sporge all'estremità posteriore del 3° ventricolo. Appartiene all'epitalamo ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari), alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce.
La melatonina è inoltre l'ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari, infatti gli elevati quantitativi di melatonina nell'individuo in età prepuberale, ne impediscono la maturazione sessuale. All'inizio della pubertà i livelli di melatonina decrescono notevolmente e nell'epifisi si accumula la sabbia pineale. La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte: poco dopo la comparsa dell'oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L'esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. In questo senso l'epifisi sembra rappresentare uno dei principali responsabili delle variazioni ritmiche dell'attività sessuale, sia giornaliere che stagionali (soprattutto negli animali).
Conosciuta fin dall'era antica, anche per la sua frequentissima calcificazione in età matura, questa ghiandola di circa 150 mg, grossomodo al centro del cervello, è uno dei centri dell'organizzazione circadiana dell'organismo, comunque di ancora poco interesse in neurologia moderna.
C'è una relazione di reciprocità tra il funzionamento della ghiandola pineale, la tiroide e le ghiandole adrenali, e col sistema immunitarioDetta anche corpo pineale, epifisi cerebri, epifisi o “Terzo Occhio”, la pineale è una piccola ghiandola endocrina nel cervello dei vertebrati. Essa produce la melatonina, derivato della serotonina, un ormone che influenza la modulazione di veglia/sonno e le funzioni dei modelli stagionali. La sua forma assomiglia ad una piccola pigna (da cui il nome) e si trova vicino al centro del cervello, tra i due emisferi, nascosta in una scanalatura in cui aderiscono i due corpi arrotondati dell’ipotalamo.

 

In ogni essere umano la Ghiandola Pineale o "terzo occhio" può essere attivato a frequenze del mondo spirituale e vi permette di avere il senso della conoscenza del tutto, dell’euforia divina e dell’unità intorno a voi. La Ghiandola Pineale, una volta sintonizzati su frequenze proprie con l’aiuto della meditazione, yoga o vari esoterici metodi occulti, permette ad una persona di viaggiare in altre dimensioni, popolarmente conosciuti come viaggio astrale o proiezione astrale o visione remotaLa causa dei tanto auspicati sogni lucidi sperimentati da molte persone, sembra proprio dipendere da un ormone/neurotrasmettitore, la pinealina.

Perchè tutta quest’importanza alla Ghiandola Pineale? Perchè a quanto pare in questa piccola ghiandola si cela la chiave d’accesso per l’apertura del Terzo Occhio, quello che gli Egizi chiamavano “Occhio di Ra”. L’Occhio di Ra, o Occhio di Horus, sembra sia un riferimento alle scuole misteriche egizie che iniziavano i loro discepoli all’apertura del terzo occhio, detto anche occhio singolo. Nei simboli l’occhio che tutto vede – che non ha segreti perché le secrezioni neuroendocrine della Pineale permettono la più alta conoscenza – è spesso racchiuso all’interno di una piramide oppure tra due ali (Sole alato). L’iconografia egizia dell’occhio racchiuso nella piramide è divenuta nel tempo uno dei modelli usati dagli artisti del Medioevo per raffigurare il Dio cristiano. Questo simbolo è stato ripreso dalla moderna Massoneria – con l’occhio destro racchiuso nel delta radiante – e riproposto esplicitamente nella banconota da un dollaro americano. Il suo simbolo, una pigna che fuoriesce dalla sommità del cranio, è rappresentato in tutte le culture e rappresenta la chiarezza mentale e il collegamento con il mondo spirituale: l’etimologia parla chiaro e pineale deriva dal latino pinea, che a sua volta viene da pina, ovvero pigna. E' un occhio interno e costituisce una ricetrasmittente con l’energia che proviene dall’alto (epi), con i mondi Superiori, cui corrispondono processi fisiologici. Produce molecole fondamentali per il corretto mantenimento della vita. Senza l’epifisi non è possibile vivere anche secondo la psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI), che studia il rapporto tra mente, emozioni, sistema endocrino, sistema immunitario e stati di coscienza e le loro mediazioni chimiche al fine di dimostrare la loro interdipendenza, perchè è a questo livello che si producono i cambiamenti che riguardano il sistema nella sua totalità. 

 La statua che vedete raffigurata è sita in Piazza della Pigna (Città del Vaticano)

Se guarderete con occhio critico la foto vi accorgerete che tale statua ha simboli egiziani. Ai lati della pigna ha due pavoni, simbolo molto usato dagli antichi egizi, invece ai piedi della statua vi è un sarcofago egiziano aperto... Il sarcofago aperto simboleggia la fine della morte, e la transizione verso la vita puramente spirituale. Tale elemento della composizione è presente anche nella grande piramide di Giza, nella camera del re. Anche lo scettro del dio egizio Osiris riporta lo stesso stemma adottato in seguito dal Vaticano. Esso e' costituito da una Ghiandola Pineale in cima e da due serpenti incrociati (il DNA) che raggiungono la ghiandola, passando attraverso la spina dorsale. Il dio egiziano Osiris, viene raffigurato con una protuberanza sul cranio. Tale sporgenza simboleggia il Terzo Occhio, organo che gli "antiquati" egizi conoscevano molto bene. Anche Shiva, la dea indiana della, distruzione, viene rappresentata allo stesso modo, con il cranio che presenta un'evidente sporgenza con dei serpenti attorno.

Anche nello scettro del Papa, come nello scettro di Osiris è stato posto non a caso il simbolo della Ghiandola Pineale (sotto il crocifisso )
Nei vangeli ci sono varie citazioni riguardo la ghiandola pineale... La prima citazione fa riferimento alla natura della Ghiandola Pineale e mette in evidenza l'importanza di tenere il Terzo Occhio aperto... "La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella Luce; ma se il tuo occhio e' malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la Luce che è in Te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!" (Matteo 6:22) La seconda citazione ci dice invece che nell'oscurità e durante il sonno il Terzo Occhio si riattiva "illuminandoci"."Il popolo che giaceva nella tenebre, ha veduto una gran Luce; su quelli che giacevano nella contrada e nell'ombra della morte, una Luce s'è levata." (Matteo 4:16)  

ABIES PINEALIS & GHIANDOLA PINEALE
(Daniele Montagner)

La forma classica della “pigna” ce la ricorda, pigna che la simboleggia appunto fin dalla notte dei tempi. E a forma di pigna perfetta sono certi frutti e certe piante. Vasta è la letteratura in questione e cosa certa è che rappresenti una componente biologica funzionale a livello neuropsichico.
Nella genesi biologica embrionale la pineale è cosa sola con la laringe e forma un unico corpo non interrompendo il circuito di energie. Al momento che la testa del feto si erge il circuito s’interrompe e si creano due organi con funzioni distinte, cerebrale e laringeo, i quali dirigono l’attività neuropsichica dell’uomo verso fini diversi.
La reintegrazione dell’uomo di cui parlano religioni e filosofie sostanzialmente ristabilisce questo circuito di energie per via d’insegnamenti sperimentali inaccessibili alla generalità degli individui.

Il risveglio della pineale avviene in sintesi con un flusso energetico che si diffonde convogliando nel circuito la sensibilità del cuore, del gran simpatico, della regione sacrale e risale lungo le surrenali, i gangli nervosi della colonna vertebrale e nella testa polarizzandosi alla fine tra lobo frontale e pineale. Le funzioni di integrazione hanno a che fare proprio con funzionalità psico-bio-neurovegetative. Quando questi due centri sono nuovamente in "empatìa" e collegamento energetico, come i due poli di una batteria, si ripristinano queste funzioni di integrazione. Ecco, l'attivazione della Kundalini ha a che fare con questa condizione energetica. Alcune pratiche indiane di risveglio della pineale agivano proprio sulla laringe tramite la stimolazione dell'epiglottide con la lingua: in pratica si otteneva per effetto meccanico una sorta di cortocircuito o di ponte elettrico-fisico-energetico tramite la lingua che doveva essere retroflessa fino a stimolazione della laringe.

 La mia esperienza peronale

Come ho anticipato nella presentazione di questo articolo, oltre a voler condividere con voi le informazioni riguardo la Ghiandola Pineale che tutti voi potete trovare nel web o su alcuni testi specifici, vi riporto la mia testimonianza che riguarda più di un'esperienza avvenuta circa 4 anni fa (2010). Avevo letto svariate cose riguardo il funzionamento di questa ghiandola e su come questa sin dall'antichità avesse ricoperto un ruolo simbolico nella storia delle religioni e dell'esoterismo. Nonostante mi dedicassi alle meditazioni non avevo intenzione di praticarle al fine di stimolare appositamente la Ghiandola Pineale: meditavo per il semplice piacere che ne traevo nel farlo. Non nego che in quel momento particolare della mia vita, ero molto presa dall'approfondire l'aspetto spirituale che mi riguardava, cercando di comprendere con maggiore consapevolezza molte delle informazioni che mi venivano date "non casualmente", in modi che ho già descritto in altri articoli: io facevo domande al mio Maestro Interiore per tentare di comprendere il lignaggio della mia anima, ed ecco che o tramite il web, o un libro mi giungevano risposte mirate al riguardo. Non ho mai amato parlare di questa mia esperienza, un po' perchè sicuramente sarei passata per pazza visionaria raccontandolo ad amici o a familiari che neanche erano ferrati sull'argomento, un po' perchè volevo io per prima prima comprendere bene cos'è che avessi sperimentato veramente, in quanto indipendentemente dal mio solitario percorso spirituale (non ho mai fatto parte di nessun gruppo iniziatico o gruppo spirituale di alcun genere), ero pur sempre una piennellista e quindi non potevo non dubitare della mia esperienza guardandola dalla prospettiva della PNL (programmazione neuro linguistica) o dell'Ipnosi.

So perfettamente quanto la mente sia suggestionabile, quanto ancora poco si sappia riguardo al suo completo funzionamento e ancora più importante avevo ed ho ben chiaro che quando si intraprendono dei percorsi spirituali, pratiche meditative e tecniche energetiche bisogna essere molto vigili sul proprio stato mentale in quanto determinati percorsi o tecniche possono anche portare ad uno squilibrio mentale: a me stava a cuore comprendere il mio percorso più che ambire a fare certe esperienze e questo mi dava e mi da la sicurezza di non essere un'invasata che ha come scopo quello di provare il brivido di un'esperienza molto forte come quella che è descritta in alcuni libri che riportano dell'apertura del "Terzo Occhio", collegata al risveglio della Kundalini. Nonostante ciò, credo di aver effettivamente sperimentato una sorta di apertura della Ghiandola Pineale o quanto meno di averla inconsapevolmente stimolata attraverso l'innalzamento della Kundalini.

Entrando nei dettagli, una sera prima di addormentarmi, dopo aver dedicato nel pomeriggio del tempo per lavoro sia alla meditazione per collegarmi con l'energia di Madre Terra, sia alle tecniche energetiche con il  Reiki e la  Shaktypat per innalzare le mie emozioni/vibrazioni, all'improvviso mentre ero ad occhi chiusi avverto al centro della fronte come se si aprisse effettivamente qualcosa, dall'alto verso il basso: in pratica se le nostre palpebre si aprono dal basso verso l'alto, la sensazione fisica che ho provato è stata quella che una sorta di palpebra si aprisse ma dall'alto verso il basso come se fosse la "caduta di un velo". Istantaneamente sono stata colpita da forti bagliori di luce che successivamente hanno lasciato il posto ad un "sole" meraviglioso, fatto di una Luce che non acceca. Mi sono spaventata a tal punto che dopo qualche secondo quest'occhio si è richiuso a causa della sensazione di paura che avevo provato. Non ne feci parola con nessuno, rimasi immobile e cercai di rilassarmi per vedere se accadesse nuovamente e ancora una volta provai la sensazione che una palpebra si aprisse al centro della mia fronte, mostrandomi nuovamente l'immagine di questo sole splendente, dopo di che credo di aver perso i sensi.

Ricordo che mi risvegliai la mattina, cercando di ritornare con la mente a quell'episodio. Passarono diversi giorni, forse un mese o poco più senza che io rivivessi questa esperienza. Nel frattempo mi confrontai  sia con alcune persone molto serie addentrate nell'ambito spirituale, sia con i miei "allora" insegnanti di PNL, per avere versioni da punti di vista contrastanti. In entrambi i casi quello che  emerse era che qualunque cosa fosse realmente accaduta, era qualcosa di spontaneo, di non cercato e sopratutto di non stimolato artificialmente. Una domenica pomeriggio dopo circa un mese da quella sera, vengo colta da un forte sonno che non esito a definire "ipnotico". Non era la classica sonnolenza pomeridiana che può coglierci dopo pranzo, ma era un sonno che cominciò a travolgermi improvvisamente, lasciandomi solo il tempo di andare dalla cucina alla camera da letto e sdraiarmi. In questa occasione non avevo ne meditato ne praticato Reiki o Shaktypat. Gli occhi erano pesantissimi tanto che pur essendo consapevole di ciò che stava accadendo, non riuscivo ad aprirli e fu in un momento che avvertii da prima come un "crack" al centro della fronte, sentendo fisicamente le ossa del cranio muoversi a tal punto da pensare che mi si fosse squarciata la fronte e successivamente sentire un vortice fortissimo che mi risucchiava. Non provavo nessun tipo di dolore fisico tranne questa forte sensazione di essere come sulle montagne russe, mentre nuovamente vidi quella Luce, quel "sole brillante" li davanti a me e da cui venivo risucchiata. Ho lottato veramente con tutte le mie forze per non abbandonarmi all'interno di quel vortice, perchè "sapevo senza sapere" che se mi fossi lasciata andare in quella Luce, non sarei più tornata. Non so effettivamente quanto tempo trascorse, so solo che con molta, molta fatica riuscii a riaprire leggermente gli occhi e ad impedirmi di entrare in quella Luce. Quando finalmente mi riappropriai delle mie facoltà fisiche, mi alzai dal letto per andare specchiarmi, in quanto ero convinta che la mia fronte avesse uno squarcio anche se non avevo sangue sulle mani e ne avevo percepito, toccandomi la fronte, alcuna ferita. Infatti costatai che tutto era a posto, deducendo che qualunque cose fosse mai accaduta all'altezza della fronte, appena sopra l'arco sopraccigliare, era accaduta all'interno

Ora, è il caso di dire che "alla Luce" di questa esperienza molto coinvolgente, non posso non constatare che alcune informazioni legate alla Ghiandola Pineale che anche in seguito a questa esperienza ho approfondito, sembrano risultare veritiere. La differenza che invece colgo tra ciò che viene descritto nei libri e la mia esperienza è che nei libri generalmente viene auspicato o affermato che a causa della visione di questa "luce come un sole", si acquisice l'illuminazione o comunque il proprio livello di consapevolezza viene espanso, mentre almeno per me, il processo è stato l'inverso: a causa della mia espansione della consapevolezza attraverso il mio percorso, come effetto ho ottenuto l'innalzamento della Kundalini che a sua volta ha provocato questa esperienza. Se vi chiedete se mi sono sentita o se mi sento a causa di questa esperienza, più illuminata, la risposta in tutta onestà è no! Oggi sono arrivata quindi alla personale convinzione che, almeno per me, certe esperienze legate all'apertura del "terzo occhio" sono la logica conseguenza di una evoluzione spirituale che seppur minima come la mia, hanno dato luogo a questo evento e non il contrario. Anzi, mi sento di affermare che semmai si tentasse di sperimentare tutto ciò attraverso stimoli esterni come droghe o pratiche forti, senza avere prima effettuato un crescita spirituale, i risultati potrebbero essere devastanti proprio perchè non sappiamo come si può reagire nel momento in cui un'energia tra le più potenti nell'essere umano come la Kundalini, che è dormiente, venga risvegliata. L'apertura a cui si va incontro è qualcosa che non trova riscontro nella descrizione simbolica delle parole e se una persona non è più che saldamente radicata e centrata in se stessa, o se non è più che stabile mentalmente, facilmente  rischierà di oltrepasare il confine che separa la sanità mentale dalla follia, creando magari in seguito una personalità psicotica. Per questo ribadisco ancora una volta e lo farò sempre, non inoltratevi in certi percorsi da soli e non avvicinatevi a certe pratiche con leggerezza, perchè non sapete come potreste reagire. Quindi avvaletevi di qualcuno che sa di cosa si sta parlando e che possa aiutarvi nel modo più indicato per voi, attraverso questa esperienza che deve essere graduale. Io so di essermi imbattuta in tutto questo senza nessuna guida umana, ma ho dalla mia parte i miei studi con l'Ipnosi e la PNL (programmazione neuro linguistica) che mi hanno aiutata a non farmi prendere da voli pindalici senza ritorno, e in più dopo quest'ultima esperienza feci a suo tempo qualche incontro con uno dei miei collaboratori nonchè a quel tempo insegnanti di PNL, per verificare se quell'esperienza fosse stata solo frutto di una mia allucinazione dovuta ad uno squilibrio mentale o se il mio stato mentale a prescindere da questa esperienza era in perfetto equilibrio. Sulla mia sanità mentale non ci sono stati dubbi, mentre sulla natura di questa mia esperienza, ovviamente non si sono pronunciati: sono due campi che non hanno nulla in comune, anzi... 

In conclusione, posso dire che ho potuto riscontrare con i miei limiti, che quanto viene descritto nei libri sull'argomento in questione, non è frutto di sola invenzione letterale o di mitologia. Ovviamente, dato che da allora non ho avuto altre esperienze così forti, ne le ho ricercate in quanto in seguito sono stata molto impegnata a dedicarmi a faccende molto terrene che andavano affrontate e risolte, non posso neanche affermare che l'illuminazione giunga attraverso l'apertura del "terzo occhio". Di certo c'è che lavorando con il Reiki e con la Shaktypat, le persone che si sono sottoposte ai  miei trattamenti energetici hanno avuto delle esperienze in modo sicuro e tranquillo per loro che definisco molto molto interessanti, tanto che ne hanno tratto solo dei benefici al livello psicofisico. Magari in uno dei prossimi articoli sul Reiki o sulla Shaktypat, condividerò con voi queste esperienze che rimarranno comunque anonime al fine di tutelare la privacy di chi si è affidato a me.

 

 

 

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