La Comunicazione Vibrazionale

               

La Comunicazione Vibrazionale può essere definito il linguaggio della nostra essenza per quello che realmente siamo e non per il modo in cui vogliamo apparire con le nostre parole, o i nostri discorsi più o meno filosofici. Noi, come tutto ciò che ci circonda non siamo altro che energia che vibra ad una frequenza, quella di questa dimensione. Qualunque essere animato e non, vibra alla stessa frequenza, cioè condivide uno spazio tempo ed una materialità. L’apparente divisione in cui noi crediamo di essere è illusoria in quanto siamo immersi in un campo che unisce tutto ciò che siamo e che vediamo o percepiamo intorno a noi. Il nostro corpo è nel suo più profondo, energia che vibra in un campo di energia più vasto e tutto è in comunicazione al suo interno.
Questa può essere una chiave di lettura per spiegare l’esperienza della Centesima Scimmia, fenomeno osservato nel 1979 nell’isola di Koscima da Lyal Waston che metteva in evidenza una comunicazione non- locale: alcuni macachi impararono a ripulire le patate prima di mangiarle e vennero imitati da altre scimmie. Alla centesima scimmia che per imitazione imparò a pulire le patate prima di mangiarle, altre scimmie in altre isole presero a fare lo stesso.
Questo fenomeno è riconducibile anche all’esperimento del fisico Bell, che scoprì come due particelle anche se separate mantengano un legame che va oltre sia la velocità della luce e sia la distanza che intercorre tra loro: la loro comunicazione è istantanea, se cambia l’una, cambia anche l’altra.

Anche i nostri pensieri sono interconnessi a vari livelli e quando si accede ad un livello più profondo di comunicazione, quello che va oltre le parole, riusciamo ad entrare in empatia con gli altri e non solo, ma con tutto ciò che ci circonda. 
E’ una sintonizzazione dell’anima più che una sintonizzazione mentale in cui riusciamo a percepire con tutto il nostro essere; nel caso di due persone all’interno di una relazione sentimentale questo è molto evidente, in quanto l’altro è un’estensione di noi, su cui proiettiamo quello che più apprezziamo o meno di noi stessi. Questo accade con chiunque ci relazioniamo fino ad estendersi all’intero pianeta ed oltre.
Indipendentemente dalla cultura, razza, specie, la realtà in cui viviamo è solo uno specchio di ciò che noi crediamo sia vero e questo non solo come individui, ma come collettività. Da qui si può più facilmente prendere in considerazione la “coscienza di massa” e quanto sia grande il suo potere. Il Potere è racchiuso nelle “credenze e convinzioni” che abbiamo come umanità, come popolo appartenete ad una cultura e come individui.
Dire che le donne sono più empatiche degli uomini vuol solo dire che la credenza che c’è dietro all’universo maschile non implica la possibilità dell’empatia, cosa tra l’altro che sta cambiando velocemente in questi ultimi tempi e aggiungo per fortuna!

Si parla di divenire nuovi esseri umani, ma l’essere umano per come si auto concepisce nella maggioranza, ad oggi è solo il prodotto di programmazioni mentali nate dalle culture che hanno fatto radicare credenze religiose e convinzioni su qualunque cosa con cui noi veniamo a contatto. In tutto questo c’è un’insieme di programmi mentali individuali per la maggior parte mal usati che portano molta sofferenza al singolo individuo così come all’intera umanità, e basta sentire un telegiornale per rendersene conto. L’assunto è che siamo empatici quando riusciamo a metterci nei panni dell’altro e a condividerne gli stati d’animo e il mondo delle neuro scienze spiega come questo possa essere riscontrato a livello neuronale osservando il cervello e come reagisce ai vari
segnali che giungono fino al lui. Anche qui è evidente come le credenze e le convinzioni siano il frutto di ciò che siamo. Nella mia cultura occidentale, portare una gonna più o meno lunga non crea la sofferenza che questo semplice gesto creerebbe in un paese musulmano. Ora è qui che dovremmo cercare di entrare in empatia, con le loro credenze anche quelle che non ci piacciono perché cozzano con le nostre, ma se fossimo nati nell’entroterra pakistano, ragioneremmo come loro.

La Comunicazione Vibrazionale ha in se l’assunto che tutto è Uno e che ognuno di noi è nel suo più profondo Dio e dato che dimora in ciacuno di noi, noi siamo l’altro; l’altro ci mostra uno specchio di noi, come ben descrivono I 7 Specchi Esseni, in cui viene magistralmente spiegato come a vari livelli, le persone e le azioni che ci circondano ci mostrano la nostra realtà interiore.
Così mi domando: i popoli che tanto giudichiamo e a cui andiamo a fare la guerra, che specchio ci stanno mostrando di noi  che ci riteniamo migliori? Se tutto è Uno e io sono l’altro e ognuno di noi è nel suo profondo Dio, perché non riusciamo ad amare quei popoli così diversi? Ovunque ognuno di noi si voglia rispecchiare, non può che vedere se stesso dentro di sé. Ogni altro in cui ci rispecchiamo diventa Specchio della Scintilla Divina che c’è in ognuno di noi…
Ma non riusciamo a provare Amore, ne parliamo, lo insegni amo ad altri, ma sempre con un dito puntato contro qualcun altro! Bisogna senz’altro educare le persone verso l’empatia, ma i primi ad essere educati su questo dovremmo essere noi, altrimenti non so cosa potremmo insegnare agli altri se non una bella filosofia di vita. Credo che sia l’esempio l’unico vero insegnamento, ed allora si diviene un Maestro. Ma bisogna divenire quel cambiamento ed esserlo nel quotidiano, non basta parlarne per far si che la massa critica aumenti… e molte persone che parlano di tutto questo, non lo vivono. E questa mia osservazione mi mostra uno specchio personale, il settimo, perché ammetto la possibilità che qualunque esperienza che entra nella mia vita, al di là dei risultati, è di per se perfetta e naturale, senza confronti ne riferimenti esterni, in quanto so di essere il solo e unico immutabile punto di riferimento per me stessa. E questo è ciò che più che insegnare agli altri, amo condividere essendolo, e non è facile! 
Probabilmente questo è perché vivo quasi costantemente in una Comunicazione Profonda, in cui sei in quella dimensione che molti descrivono una condizione di grazia, ed è proprio così!
Non credo di aver messo da parte il mio ego, ma di averlo “educato” ad essere un Maestro che collabora con il suo più elevato, o almeno è questo ciò che è la mia realtà quotidiana, cercare di vedere la vita non con gli occhi con cui ero abituata a vedere, ma con gli occhi della mia prospettiva più elevata..questo ha implicato un sacco di lavoro su di me, per sradicare le mie maschere che mi impedivano di osservare meglio i miei monologhi narcisistici e tutte quelle parole che non entrano nel cuore, quelle che si suggeriscono agli altri come nozioni acquisite per dire “ sai, dobbiamo volerci bene e rispettarci perché siamo uno…” ma poi rimanevano solo parole. Ma tutto questo mi ha portato a saper ri-conoscere chi e come ancora le usa in quel modo, perché le ho sapute vedere in me e ho avuto la Volontà di fare un cambiamento e non quella di dire solamente!

E qui entriamo nel campo della Coscienza e ognuno può solo manifestare quella che ha, qui non ci sono maschere che tengono.
Il mio modo di relazionarmi con gli altri ha subito molte trasformazioni divenendo alla fine un “permettere” all’altro di essere quello che è senza smettere di volergli bene in quanto anche lui è Dio. Tutto intorno a noi sta cambiando, ma troppo spesso mi accorgo che il vero cambiamento ancora non è entrato a far parte degli uomini. La terra sta cambiando, il nostro corpo si sta adeguando a questi cambiamenti, ma molte persone credono solo di essere cambiate nel profondo, ma quello che fanno è solo cambiare l’abito al proprio ego. La Coscienza è ciò che può essere ampliato divenendo consapevoli di ciò che siamo sforzandoci di divenire ciò che ci viene richiesto di essere per abitare la Nuova Gerusalemme, il Nuovo Mondo, la Terra Promessa, Il Paradiso in Terra . Così, sarà “come sopra, così sotto”, in quanto noi saremo il nostro Sé in terra senza bisogno di morire per esserlo. Si passa da questa vita ad un’altra in quanto la Coscienza non è più la stessa con cui siamo nati ma si è evoluta e continuerà consapevolmente a farlo in questo corpo. Ecco che allora, quando una sufficiente quantità di persone faranno questo, la Massa Critica potrà trasmettere, proprio come accadde alle scimmie, il riflesso di una nuova coscienza, o Coscienza Cristica.

Ecco per me questo è ciò che bisogna condividere con chiunque incroci il nostro cammino, avere la vibrazione dell’Amore Incondizionato, che non significa che non ti arrabbi mai o che non discuti con le persone, ma solamente che, anche se vivi da essere umano la tua umanità facendo esperienza di quello che rappresenta ad un altro livello, alla fine di qualunque controversia non hai rancore, perché hai una Coscienza che non te lo può far provare se non per brevi momenti, o comunque riesci sempre a ritornare in uno stato di comprensione, di compassione e di Amore Questo è un tipo di comunicazione vibrazionale, quello che ti permette di aiutare le persone anche standogli vicino, perché i nostri campi aurici, i nostri campi sottili, i nostri chakra, comunicano tra di loro nel campo che è intorno a noi anche se non lo vediamo e crediamo sia vuoto.
Chi abbiamo di fronte percepisce le nostre vibrazioni, la nostra Coscienza, così come noi percepiamo la sua. So per esperienza quanto tutto questo influenzi i rapporti con gli altri e credo che condividere le proprie vibrazioni  qualunque esse siano, è ciò di cui nessuno di noi si può esimere dal fare suo malgrado, facendomi tornare alla mente queste parole. “ Nulla si può nascondere allo Spirito”.

 

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to LinkedIn