LA REALTA' E LO SPECCHIO: COSA RAPPRESENTANO E LA LORO INTERPRETAZIONE


LA REALTA' E LO SPECCHIO: COSA RAPPRESENTANO E LA LORO INTERPRETAZIONE

 

 

Nella visione più  comune la realtà viene percepita come un insieme di avvenimenti che si susseguono nel'arco della vita di ciascun essere umano.
Assume invece un altro significato all'interno di una concezione dell'esperienza di vita di chi ha approfondito tematiche come "La Legge Di Attrazione" o del "Transurfing", che hanno come presupposto la creazione personale della realtà nel primo caso e lo spostarsi su realtà parallele nel secondo.

A mio avviso in entrambe i casi, ciò che va compreso è cosa stiamo manifestando e quindi vivendo e perchè.
Se prendiamo in considerazione il fatto che la realtà è solo un riflesso di ciò che noi siamo nel momento presente, riesce più semplice comprendere cosa dobbiamo modificare in noi al fine o di modificare radicalmente una condizione che non ci è più congeniale, o quale aspetto per migliorare una situazione al fine di creare l'esperienza del raggiungimento di un obiettivo che ci siamo prefissati e sul quale stiamo già adoperandoci
per raggiungerlo.


Cerchiamo quindi di capire in che modo la realtà ci rimanda il riflesso su cui dobbiamo andare a lavorare affinchè le situazioni esterne a noi possano mutare a seconda le nostre aspettative.
Per prima cosa è fondamentale partire dal presupposto che ogni evento che si sperimenta nell'arco della propria esistenza non ci accade semplicemente, bensì siamo noi a co-crearlo più o meno inconsapevolmente.
Come ho già descritto in passato in altri articoli che potete trovare su questo sito, tutti noi siamo dotati di un potere: quello di plasmare la nostra vita sulla base di ciò su cui ci focalizziamo e che al nostro interno crea un'emozione.

Non importa se ciò che ci crea emozione sia qualcosa che desideriamo sperimentare oppure no in quanto la creazione di eventi si basa su Leggi che non prendono in considerazione il fatto che temiamo o che non vogliamo fare una data esperienza, ma solo su ciò che proviamo e che abbiamo preso come verità per noi: cioè tutto ciò che crediamo di meritare o non meritare.
Per questo è importante imparare a controllare i pensieri che ci generano emozioni al fine di evitare di sperimentare in futuro proprio ciò che non vogliamo e di conseguenza non sperimentare invece ciò che desideriamo.

 

La mente umana è molto complessa, in quanto rappresenta l'intera personalità di un essere umano, personalità che racchiude in se tutte le credenze e convinzioni che ciascuno ha fatto proprie sia su sé stesso che sulla realtà esterna che lo circonda.
Molto spesso non ci si accorge del perchè non si vive una vita più soddisfacente anche conoscendo certi presupposti sulla co-creazione consapevole.
Un metodo per capirlo è osservare la realtà del momento presente basandosi sul fatto che questa rappresenta un riflesso anche di tutto ciò che non riusciamo a comprendere di noi e che proprio per questo viene riflesso all'esterno per essere osservato, per prenderne coscienza e trascenderlo.

Se ciò che ci circonda mostra ciò che non si vorrebbe è quindi il caso di fermarsi a "riflettere" su quali potrebbero essere le cause. Queste vanno ricercate solo in noi e mai al di fuori, tenendo presente che se si vuole modificare la realtà esteriore, la modifica va apportata dentro di noi e non all'esterno.

Come ho già approfondito in altri articoli, l'unico angolo dell'Universo che possiamo realmente modificare si trova dentro di noi e spesso riguarda una o più parti con cui non siamo entrati ancora in contatto. 

La realtà e lo specchio sono quindi il nostro completamento nel quale possiamo vedere ciò che è inconscio dentro di noi e che ci viene così svelato al fine di poter essere modificato. Spesso riguarda una convinzione depotenziante su di noi di cui non ne siamo consapevoli e che non ci permette di vivere la vita che vorremmo.

L'ambiente esterno diviene in questo modo uno strumento di conoscenza interiore che  mostra esattamente dove siamo rispetto a dove vorremo essere: a noi l'ònere di capirne il perchè.
Quando si riesce a prendere coscienza di alcuni meccanismi interiori e a modificarli, avviene ciò che molti definirebbero come una vera e propria magia nella propria vita.

In questo caso è proprio come sapersi spostare su un'altra linea spazio/temporale dove l'esperienza che si fa cambia totalmente: perchè un'altro presupposto da tenere sempre presente è che esistono infinite realtà parallele in cui noi potenzialmente esistiamo ma che non stiamo ancora manifestando, sia in positivo che in negativo.

 

Prendete ad esempio un CD dove sono presenti 40 tracce ma di cui noi ne possiamo ascoltare solo una alla volta: non per questo mentre ne ascoltiamo una le altre non esistono all'interno dello stesso CD. L'unica differenza tra un CD e noi è che per l'esperienza umana le probabili realtà sono infinite.
C'è già un "noi" che sta potenzialmente vivendo una vita più soddisfacente, come esiste un "noi" che sta potenzialmente vivendo un'esperienza di vita molto meno soddisfacente di quella attuale.
Quindi il momento presente è da considerarsi solo e sempre come un punto di partenza da cui si può sempre ripartire per cambiare e mai come uno status non modificabile.

Alla base del cambiamento deve esserci sempre una buona introspezione e il vero desiderio di lasciare quella che definisco una zona di comfort in quanto non si può pretendere di avviare un cambiamento esterno senza avere l'umiltà di sapersi mettere in discussione: l'importante è farlo sempre in modo costruttivo verso sé stessi e mai distruttivo.
L'autocritica costruttiva infatti è alla base di un cambiamento in positivo mentre al contrario non si farebbe altro che perdere la fiducia in sé stessi e ritrovarsi così da li a breve in una situazione ancora più disagevole.

Tutto questo si può applicare ad ogni ambito della propria vita semplicemente perchè l'essenza di ciò che siamo vi si riflette.
Quindi se stiamo sperimentando una mancanza interiore è probabile che allo stesso tempo sperimenteremo una mancanza di abbondanza a livello economico, relazionale e sentimentale.
Quando questa mancanza interiore viene compresa e trascesa, l'effetto sarà a cascata su ogni settore della nostra esistenza senza operare nessun altro sforzo se non quello iniziale di comprensione.

 

In sostanza è come se ci spostassimo su un'altra linea temporale dove è già  presente l'esperienza di  quel noi che non ha mai avuto nessun problema di mancanza: in questo modo modificando il presente si va a modificare non solo una linea temporale futura ma anche tutto il nostro passato in quanto in quella nuova linea spazio/temporale noi la mancanza non l'abbiamo mai avuta.

Ora il punto da avere ben chiaro è che tutto questo funziona sempre e a prescindere che ci si creda o meno o se lo si faccia in modo consapevole o inconsapevole.
Per questo si passa sovente da stati di maggiore benessere a quelli di minore benessere senza avere la consapevolezza di come questo possa essere accaduto.
Si tende così ad incolpare il mondo esteriore qualora si passi da uno stato di benessere ad uno di malesssere e viceversa, credendo nel secondo caso che sia stato magari solo un colpo di fortuna a permetterci di ribaltare una situazione a nostro favore.

 

Siamo tutti immersi in un campo vibrazionale fatto di frequenze che rispondono alla frequenza che emaniamo e dove la fortuna o la sfortuna non hanno nulla a che fare.
Ormai anche una buona parte della scienza, in particolare quella della fisica quantistica sta dimostrando che nulla accade per caso e che colui che osserva la realtà, cioè ciascuno di noi, è il fautore di ogni esperienza che ha vissuto, che vive e che vivrà.

Basterebbe riuscire a vivere secondo una consapevolezza dove si dia per scontato di possedere già tutto ciò che si vorrebbe per vederlo manifestare in brevissimo tempo nella propria vita. La dualità in cui crediamo di vivere non è altro che un'illusione che ad un livello più alto di ciò che in teoria noi siamo, serviva per permettere alla Coscienza Primaria di conoscersi attraverso la frammentazione e creazione di infiniti aspetti di Sè in cui specchiarsi i quali potessero così renderla consapevole di Sè.

Noi ne siamo una scintilla che a sua volta non può fare altro che comportarsi come la Fonte da cui proviene, creando un riflesso esterno a Sè per conoscere ciò che ancora  è sconosciuto non alla Coscienza che è l'unica cosa reale che esiste, ma alla sua consapevolezza di esserlo.

 

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