L'Ego come sostenitore del Sè (parte seconda)

L'inconscio gioca un ruolo molto importante nella vita, in quanto vi sono racchiuse tutte le informazioni che vengono accumulate da quando si nasce. Non è facile comprendere il suo linguaggio e i sogni ne sono una dimostrazione lampante. Sono al di fuori del tempo, dello spazio e della razionalità. Può accadere tutto nei nostri sogni.

In realtà quello che accade è che tutto ciò che si  vive e si  sperimenta durante la giornata, viene filtrato e ripulito dai condizionamenti dell'ego. Quello che rimane è informazione pura. L’inconscio rimanda queste informazioni “ripulite”, ed è per questo che imparare il suo linguaggio è importante per una maggiore comprensione di sè stessi. Imparare a portare all’esterno le sue informazioni, decodificandone la simbologia all'interno di un sogno a volte apparentemente assurdo, farà si che che una volta decifrato possa dirci qualcosa di logico su di noi. E' anche in questo modo che ciò che è nascosto e quindi fuori dalla portata delle mente cosciente, diviene conosciuto.

Imparare a dialogare con l'inconscio, significa avere la possibilità di accedere alle proprie risorse e potenzialità interiori per portare nel presente quei miglioramenti di cui si necessita per condurre una vita soddisfacente. Se da una parte l’inconscio è lo stato della non consapevolezza di una persona, dall’altro è tutta la consapevolezza non ancora rivelata. Solo attraverso la presa di coscienza consapevole l' inconscio diviene conosciuto.

 

L’inconscio, ad un altro livello, è anche il mezzo che permette la comunicazione con il proprio Sé, permettendo di riappropriarsi di una parte essenziale di sè stessi: la parte creativa e costruttiva. Li ci sono tutte le informazioni di cui si ha bisogno, insieme a  tutte le risposte alle proprie domande. 

La creazione della realtà avviene anche attraverso il pensiero inconscio, ed è in questo modo che si può vedere come e cosa si è creato in termini di esperienza per sè stessi.  Rendersi così conto che non è l’esperienza in se che conta, ma il modo in cui la si percepisce, è di fondamentale importanza. Noi scegliamo quale esperienza fare per comprendere ciò che ci occorre cambiare di noi stessi, al fine di crescere a vari livelli dell'essere.

 

Si può scegliere o di fare tutto questo identificandosi solo con la mente egoico condizionata, oppure identificandosi anche come co-creatori compartecipi della propria esperienza di vita. Integrando l’io - ego e l’io - Sé, si diviene automaticamente lo sperimentatore e l’esperienza stessa, in quanto è sopraggiunto un terzo elemento: la consapevolezza. Questa consapevolezza è già  presente. Se così non fosse, non la si sarebbe mai potuta lasciar venire alla luce della mente cosciente. 

La consapevolezza è il risveglio della propria coscienza. La sua sostanza diviene parte integrante della persona, che per osservarsi ha bisogno di una mente che la guardi consapevolmente. Si potrebbe osare dire “Dio che guarda se stesso riflesso negli occhi delle persone consapevoli”.
Se si è presi solo dai ritmi della vita quotidiana, identificandosi solo con la personalità, questo è difficile da realizzare. Occorre invece realizzare di  "essere nel mondo senza essere del mondo". Quando  si comprende che quello che si è al di là della personalità, è Dio che guarda se stesso attraverso gli occhi della personalità, allora possiamo comprendere meglio il concetto che Tutto E’ Uno.

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