Il complesso sistema delle credenze: come nasce e come si trasforma

Nel momento in cui nasciamo la nostra psiche è come un "foglio bianco" e, anche prendendo in considerazione il punto di vista della reincarnazione, di fatto non si ha ricordo delle vite passate. Ci sono casi in cui alcuni bambini portano con se le memorie di vite passate (vedi "Bambini che ricordano altre vite" di Stevenson - Ed. Mediterranee) che però perdono tra i due e i sei anni, tranne rare eccezzioni in cui queste esperienze rimangono impresse in modo vago.

L'esperienza della nascita e dei primi anni di vita è di fondamentale importanza, in quanto si è "passivi" riguardo alle persone ed alle situazioni esterne. Possiamo affermare che tutto ciò che accade in questa prima fase è vissuto da una prospettiva di impotenza, subiamo cioè tutto ciò che ci accade.

Questo ci genera la sensazione interna di essere delle vittime passive, sensazione che se non elaborata nel giusto modo, ci accompagnerà per tutta la vita. Il ruolo di chi ci circonda in questa prima fase è fondamentale, in quanto saranno proprio i loro schemi che faremo nostri. Possiamo quindi portarci dietro in modo inconsapevole, i ruoli più o meno rigidi appartenenti al nostro sistema familiare, o addirittura riproporre su di noi schemi di comportamento risalenti alle generazioni passate, ai nostri antenati, anche se non siamo mai venuti in reale contatto fisico con loro.  Per chi volesse approfondire questo argomento, Bert Hellinger spiega molto bene i principi delle Costellazioni Familiari.

Il nostro "foglio bianco", la nostra psiche, inizia così a creare un personale sistema di credenze al fine di trovare il proprio posto nell'esistenza, cercando di ovviare  così alle circostanze difficili che la vita immancabilmente mette sul nostro cammino. Questi schemi di pensiero si cristallizzano nella nostra mente guidandoci come un vero e proprio copione a cui faremo riferimento, fornendoci un sistema di riferimento interno per affronatre le circostanze esterne. Ora questi schemi di pensiero possono essere degli schemi "potenzianti", cioè colmi di affermazioni positive, o "depotenzianti", cioè colmi di affermazioni negative sulla vita in tutti i suoi aspetti.

Volendo ricollegarci ai principi della Legge dell'Attrazione, questi schemi saranno sempre proiettati all'esterno creando così tutte le esperienze che andremo a vivere. Anche il nostro comportamento sarà dettato da questi schemi che inconsciamente mettiamo in scena e che confermeranno ulteriormente le nostre credenze. Quindi, in sostanza, la proiezione genera la percezione e cioè il modo in cui proiettiamo mentalmente le nostre aspettative su noi stessi e sul mondo e che  saremo destinati a vivere in continuazione. E' in questo modo che facciamo esperienza del mondo che abbiamo creato.

I continui  disagi emotivi e i conflitti interiori sono il risultato di credenze limitanti, depotenzianti, che fanno percepire noi stessi come persone inadeguate, non meritevoli e facendoci vivere nella paura e nel disagio continuo. Ciò accade proprio perchè la nostra realtà interiore è ciò che crea la nostra realtà esteriore. La spinta interiore necessaria per farci rialzare e capovolgere questa nostra situazione interiore attraverso un percorso di crescita e responsabilizzazione, nasce quando si tocca il limite più basso e doloroso del proprio disagio esistenziale, che troppo spesso però si è gia manifestato sotto forma di malattia nel corpo fisico.

Nel momento in cui la realtà esterna a noi non ci assicura il benessere che desideriamo, costringendo anche la nostra Anima nella sofferenza, è il momento opportuno per mettere in atto una importante e profonda rimessa in discussione di tutto il nostro sistema di credenze. Si può considerare come una vera e proria "morte e rinascita" che può per certi versi anche spaventare molte persone e che, come afferma anche Bert Hallinger " E' più facile soffrire piuttosto che trovare una soluzione". Infatti in molti preferiscono rimanere nella loro zona di comfort anche se spiacevole ma conosciuta, piuttosto che spingersi verso una nuova strada dove tutto è ancora da sperimentare: un nuovo cammino! Da soli sarà difficile riuscire a smantellare il proprio sistema di credenze e convinzioni ed è per questo necessario farsi aiutare da un terapista.


Il passo seguente da attuare, una volta aver veramente compreso che noi e solo noi siamo responsabili della nostra vita, è quello di uscire dal ruolo di vittime a favore di un ruolo più consapevole e maturo. Due strumenti meravigliosi sono l'accettazione ed il perdono e anche se richiedono tempo, daranno sempre dei buoni risultati. Occorre anche identificare i nostri schemi mentali negativi, i veri responsabili dell'insoddisfazione che proviamo verso noi stessi e sostituirli con schemi mentali positivi. Per riconoscerli basta osservare i settori della nostra vita in cui non ci sentiamo soddisfatti e quali sono gli eventi negativi più ricorrenti che accadono.

Quando bisogna riprogrammare un sistema di credenze, occorre armarsi di tempo e pazienza. Le nuove convinzioni hanno bisogno di tempo per attecchire profondamente in noi. Si tratta di smantellare certi percorsi neuronali in favore di altri nuovi e per farlo serve fare una profonda pulizia delle memorie emozionali negative, mentre si creano nuovi pensieri positivi.  Le tecniche della Programmazione Neuro Linguistica e l'Ipnosi, unite alla ripetizione costante  di affermazioni positive, danno degli ottimi risultati. 

I nuovi schemi mentali cominceranno a dare i  risultati  giorno dopo giorno, passo dopo passo, mese dopo mese, all'inizio solo interiormente fino a produrre in seguito risultati verificabili esteriormente. I risultati positivi permetteranno di avere più fiducia in se stessi nel sistema di riprogrammazione, che si modificherà via via a seconda delle necessità E' un lavoro continuo, dal quale nessuno dovrebbe tirarsi indietro se desidera veramente liberarsi della propria sofferenza: il risultato sarà il sentirsi più in armonia con se stessi, possedere un maggior equilibrio psichico e vedere trasformata la propria realtà esteriore in meglio. 




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